2.5    Analisi della Pericolosità Spaziale

2.5.1  Fattori predisponenti

La descrizione delle cause della franosità consiste nell’esame dei molteplici fattori della instabilità, nella loro parametrizzazione e suddivisione in classi e, infine, nella loro rappresentazione in una serie di carte tematiche. Tali informazioni sono essenzialmente analitiche e non richiedono, in questa fase, alcuna sintesi o interpretazione (Varnes & IAEG, 1984; Einstein, 1988).

Le cause della franosità sono molteplici e, spesso, di complessa parametrizzazione e interconnesse fra loro. Un’analisi completa dei fattori della franosità esula dagli scopi della presente nota, per cui in tab. 2.12 è presentato solo un elenco sommario dei principali fattori derivato da una revisione della letteratura sull’argomento (Terzaghi, 1950; Carrara & Merenda, 1974; Cotecchia, 1978; Varnes, 1978; Hansen, 1984; Esu, 1984; Crozier, 1986; Canuti et al., 1992; Amanti et al., 1992; Cruden & Varnes, 1994; Hutchinson, 1995).

Data la complessità dei fattori in gioco è indispensabile un approccio multi disciplinare per la redazione dei diversi documenti cartografici ed è inoltre necessaria una selezione dei fattori più significativi sulla base delle specificità locali del territorio.

Per una descrizione di dettaglio dei diversi documenti cartografici e degli strumenti a disposizione per la raccolta e l’elaborazione dei dati si rimanda a lavori specifici sull’argomento (GSEGWP, 1972; Cooke & Doornkamp, 1974; Oliver & Renet, 1976; Ollier, 1977; IAEG, 1981; Cotecchia, 1978; USGS, 1982; Varnes & IAEG, 1984; GNGFG, 1987; Panizza, 1988).

 

Tabella 2.12- Fattori della franosità.

LITOSTRATIGRAFIA

a)      caratteristiche composizionali (es. materiali intrinsecamente deboli, contenuto di particelle argillose, etc.);

b)      caratteristiche stratigrafiche (es. contrasto in competenza: materiale rigido su materiale duttile);

c)      caratteristiche tessiturali (es. porosità, materiali con tessitura metastabile, etc.);

d)      strutture primarie (stratificazione, fissilità, scistosità, etc. );

e)      caratteristiche mineralogiche, petrografiche e geochimiche (es. tipologia dei minerali argillosi, alterazione, etc.).

 

TETTONICA

a)      strutture secondarie (giunti, faglie, pieghe, bande di taglio, flessure, etc. );

b)      storia tettonica dell’area;

c)      sollevamento e/o basculamento neotettonico;

 

GEOLOGIA DEL QUATERNARIO

a)      degradazione meteorica (disgregazione fisica o decomposizione chimica);

b)      spessore delle coperture detritiche, regolitiche e delle coltri di degradazione;

c)      variazioni climatiche;

d)      variazioni eustatiche;

e)      scioglimento dei ghiacciai (es. scarico delle glaciopressioni);

f)      deglaciazione del permafrost (geliflusso);

g)      glacioeustasia e glacioisostasia;

h)      paleofrane o frane relitte.

 

IDROGEOLOGIA

a)      idrografia e sorgenti;

b)      permeabilità, contrasto in permeabilità;

c)      condizioni di drenaggio;

d)      caratteristiche delle falde acquifere (falde libere, sospese, confinate, semiconfinate, etc.);

e)      pressione dell’acqua nel terreno e nelle discontinuità;

f)      filtrazione;

g)      capillarità e pressioni dell’acqua negative;

h)      evapotraspirazione, ruscellamento ed infilitrazione;

i)       geochimica delle acque sotterranee;

 

GEOTECNICA E GEOMECCANCA

a)      granulometria;

b)      proprietà indice (limiti di Atterberg, point load, etc.);

c)      cementazione (es. contenuto in carbonato di calcio);

d)      peso di volume (al contenuto d’acqua naturale, allo stato secco, allo stato saturo);

e)      resistenza al taglio del materiale (di picco, allo stato critico, residua; drenata o non drenata);

f)      resistenza a trazione;

g)      caratteristiche geometriche delle discontinuità (es. orientazione, spaziatura, persistenza, rugosità, etc.);

h)      caratteristiche meccaniche delle discontinuità (es. resistenza al taglio);

i)       presenza di superfici di taglio pre-esistenti;

j)       presenza di materiali organici;

k)      sensitività (variazione di resistenza con il rimaneggiamento);

l)       fragilità e rottura progressiva;

m)    fessurazione e rammollimento;

n)      rigonfiamento e consolidazione;

o)      storia tensionale (es. pressione e rapporto di sovraconsolidazione);

p)      stato tensionale in situ;

SISMICITÀ

a)      neotettonica, modello geodinamico regionale;

b)      sismicità storica e strumentale, modello sismotettonico;

c)      caratteristiche della sorgente (legge di ricorrenza, massima magnitudo attendibile, profondità dell’ipocentro, geometria della sorgente etc.);

d)      legge di attenuazione;

e)      macrozonazione sismica: scuotibilità (intensità, accelerazione di picco, spettro di risposta, etc.)

f)      microzonazione sismica: risposta sismica locale (es. amplificazione), effetti dinamici sulle proprietà del terreno (liquefazione; effetti dinamici sulle pressioni neutre e sulla resistenza al taglio).

 

ATTIVITÀ VULCANICA

a)      emissione di vapore e sua successiva condensazione;

b)      accumulo di tephra;

c)      alterazione idrotermale;

d)      scioglimento di ghiacci e neve;

e)      sollevamento vulcanico;

f)      diversioni del reticolo idrografico.

 

GEOMORFOLOGIA

a)      morfometria dei versanti (pendenza, altezza, lunghezza, forma, esposizione, etc.);

b)      morfometria dei bacini idrografici e degli alvei;

c)      energia del rilievo;

d)      erosione (fluviale, marina, glaciale, etc.) al piede del versante;

e)      erosione superficiale (ruscellamento diffuso o concentrato);

f)      erosione sotterranea (soluzione, carsismo, sifonamento, ...);

g)      deposito che causa un carico sul pendio o sulla sua cresta;

h)      rimozione della vegetazione (per cause naturali);

 

CLIMATOLOGIA, METEOROLOGIA E IDROLOGIA

a)      regime pluviometrico;

b)      frequenza, intensità e durata degli eventi meteorologici estremi (es. precipitazioni intense, precipitazioni eccezionali prolungate);

c)      regime termometrico (fusione della neve o del ghiaccio, congelamento dell’acqua delle sorgenti);

d)      variazioni di livello idrografico (laghi o fiumi);

e)      variazioni di livello mareografico;

f)      escursione termica (termoclastismo e gelifrazione);

g)      variazioni di umidità nel suolo (imbibizione/disseccamento).

h)      presenza di movimenti di massa preesistenti e frequenza delle riattivazioni.

 

VEGETAZIONE E USO DEL SUOLO

a)      caratteristiche pedologiche (es. tipo di suolo, tessitura, struttura, profondità, sostanza organica, contenuto in carbonati);

b)      uso agro-silvo-pastorale del suolo (es. seminativo, seminativo arborato, colture specializzate, prato o pascolo, cespugliato, incolto, bosco, etc.)

c)      tipo e stato della copertura vegetale (es. copertura fogliare, profondità e resistenza degli apparati radicali, peso della vegetazione, etc.);

d)      tecniche colturali (es. rittochino, a terrazzi, a strisce, a giropoggio, etc.).

 

FATTORI ANTROPICI

a)      scavo sul pendio o alla sua unghia;

b)      carico del pendio o della sua cresta;

c)      variazioni di livello in un invaso (es. raggiungimento del livello di invaso critico; svaso rapido);

d)      disboscamento e rimboschimento;

e)      irrigazione;

f)      attività mineraria;

g)      vibrazioni artificiali;

h)      perdite d'acqua (serbatoi, acquedotti, reti fognarie, ... ).

 

Indice Capitolo 2