2.4  Metodi ibridi

Una classificazione dell’intensità, attraverso la definizione di parametri differenti quali velocità, energia cinetica, spessori ed altezze del deposito di frana è adottata nelle linee guida per la definizione della pericolosità e del rischio in Svizzera (Raetzo et al., 2002). Valori indicativi di questi parametri sono utilizzati per suddividere aree potenzialmente instabili o a rischio in tre distinte classi di intensità: alta, media e bassa (tab. 2.8). Il criterio di valutazione dell’intensità è applicato sulle tipologie di frana più diffuse nel territorio elvetico, distinguendo per ciascuna di esse i parametri che più propriamente possono caratterizzarne l’intensità.

Tabella 2.8. Criteri per la valutazione dell’intensità. E = energia cinetica; v = velocità media di lungo termine; e = spessore dello strato instabile; h = altezza del deposito (Raetzo et al., 2002).

Fenomeni

Bassa intensità

Media intensità

Alta intensità

Frane di crollo

E < 30 kj

30 < E < 300 kj

E > 300 kj

Valanghe di roccia

 

 

E > 300 kj

Scivolamenti

v  ≤ 2 cm/anno

v:  dm/anno (> 2 cm/anno)

Grandi movimenti differenziali: v > 0.1 m/giorno per scivolamenti superficiali; deformazioni > 1 m per evento

Colate di terra e colate di detrito

 

 

 

Potenziali

e < 0.5 m

0.5 m < e < 2 m

e > 2 m

Reali

-

h < 1 m

h > 1 m

 

Per le frane di crollo, ad esempio, il criterio significativo è l’energia di impatto nelle zone esposte (energia di traslazione e rotazione); il limite di 300 kj corrisponde all’energia di impatto a cui può resistere un muro cemento armato correttamente eseguito. Il limite di 30 kj corrisponde alla massima energia di resistenza di barriere rigide di legno di quercia (es. traversine ferroviarie).   
Il metodo Buwal (1998), utilizzato per la definizione della pericolosità nella Confederazione Elvetica, fornisce un’analisi dell’intensità degli eventi di frana attraverso la definizione della magnitudo derivante dal prodotto tra la velocità e la severità geometrica.

La velocità viene ricollegata alle classi definite da Cruden & Varnes (1996) attraverso la seguente tabella di confronto.

Tabella 2.9. Scala di intensità delle frane, secondo BUWAL (1998) sulla base della velocità confrontata con la scala di intensità di Cruden & Varnes, 1996.

Classe

Descrizione

Velocità

Danni potenziali alle persone

Velocità BUWAL

7

Estremamente rapido

5 m/s

Lesioni gravi e/o morte

3

6

Molto rapido

3m/min

5

Rapido

1.8 m/h

Feriti non gravi

2

4

Moderato

13m/mese

3

Lento

1.6 m/anno

Ferite minori e/o nessuna

1

2

Molto lento

16 mm/anno

1

Estremamente lento

 

 

La severità geometrica viene definita in funzione delle varie tipologie di frana attraverso la seguente tabella:

Tabella 2.10. Scala di intensità delle frane, secondo BUWAL (1998) sulla base della severità geometrica rispetto alle diverse tipologie di frana.
 

Crolli

Scorrimenti e colate

Severità geometrica

Diametro blocchi

 > 2 m

Spessore

> 10 m

3

Diametro blocchi

0.5 -  2 m

Spessore

2 - 10 m

2

Diametro blocchi

< 0.5 m

Spessore

< 2 m

1

 

La magnitudo risulta dal prodotto della severità geometrica per la velocità (tab. 2.11).

Tabella 2.11. Intensità delle frane in funzione della magnitudo complessiva (BUWAL, 1998).

Danni potenziali alle strutture

Magnitudo

Gravi (distruzione)

6-9

Funzionali

3-4

Minori

1-2

 

Limiti ed incertezze

Ø        La valutazione della grandezza del fenomeno, attraverso la definizione della magnitudo secondo BUWALL, 1998, risulta strettamente collegata al grado di danneggiamento potenziale e contiene, quindi, elementi riconducibili ad un’analisi di vulnerabilità e di rischio.

Indice Capitolo 2