Il monitoraggio per il controllo di aree instabili: esempi reali.
A.4 Rupe del Santuario della Verna
Il Santuario della Verna, la cui origine risale al XIII secolo, è un complesso storico-religioso di grande interesse, situato nell'Appennino Settentrionale in provincia di Arezzo.
Il Santuario fu scelto da San Francesco d'Assisi come luogo di eremitaggio e preghiera, e conserva al suo interno numerose opere artistiche di grande rilievo.
Esso sorge sulla sommità di una rupe calcarenitica (vedi figura seguente) poggiante su di un complesso argilloso; questa situazione determina, dal punto di vista geologico, condizioni di potenziale instabilità, attribuibili a deformazioni profonde, espandimenti laterali e rigonfiamenti nelle argille plastiche, con la conseguente formazione di estese fratture prevalentemente verticali nel sovrastante piastrone carbonatico, contraddistinto, al contrario delle argille, da un comportamento tipicamente rigido.

Prospetto
topografico della parete ovest e sud- ovest sottostante il Santuario
A causa della situazione geologica sopra descritta, sono stati evidenti danni anche nelle strutture del complesso monumentale del Santuario; inoltre alcuni luoghi sacri situati all’interno delle grandi fratture presenti in prossimità del complesso religioso sono state precluse ai turisti per motivi di sicurezza.
La gravità della situazione ha indotto le Autorità locali a promuovere l’esecuzione di una campagna di indagini geostrutturali e geognostiche e la successiva installazione di un sistema di monitoraggio, al fine di acquisire dati sui fenomeni in atto, seguirne nel tempo l’evoluzione e contemporaneamente prevenire situazioni di possibile pericolo. La posizione degli strumenti è rappresentata nella planimetria della figura A31 e la configurazione del sistema è riassunta nella tabella della pagina seguente (per quanto riguarda la rete microsismica, il suo funzionamento è stato limitato solo alla fase iniziale).
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Spostamenti superficiali |
Rete estensimetrica
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15 estensimetri a filo 2 estensimetri a barra
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automatizzati automatizzati
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Spostamenti profondi
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Rete microsismica
Rete inclinometrica |
8 geofoni superficiali 2 idrofoni 2 estenso-inclinometri TRIVEC 2 estenso-inclinometri |
automatizzati automatizzati manuali manuali |
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Pressioni interstiziali |
Rete piezometrica |
1 piezometro a tubo aperto |
automatizzato |
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Parametri idrometeorologici |
Rete meteorologica |
1 pluviometro 1 termometro |
automatizzato automatizzato |
L’analisi dei dati acquisiti mediante le sonde TRIVEC ha confermato l’esistenza di fenomeni gravitativi nelle argille (zona denominata La Beccia) e ha permesso di rilevare la presenza di movimenti, molto lenti, nella zona a sud e a ovest del santuario (nelle zone di contatto tra argille e rocce carbonatiche; Fig. A32). L’estensimetro installato per il controllo di una fessura della struttura muraria a sostegno del piazzale della basilica ha evidenziato un movimento significativo di apertura, tra l’altro correlabile con le precipitazioni (Fig. A33).