Il monitoraggio per il controllo di aree instabili: esempi reali.

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Figura A1. Struttura funzionale-organizzativa della rete di monitoraggio per il controllo dei versanti instabili in Valtellina, realizzata per conto della Regione Lombardia.



Figura A2. Frana di Spriana (Valmalenco, Sondrio).




Figura A3. Rete GPS sulla frana di Spriana in Valmalenco (Sondrio).





Figura A4. Rete GPS di Spriana in Valmalenco (Sondrio). In alto: variazione della distanza dei capisaldi C8, C12 e C22 dal punto fisso MA4; in basso: variazione del dislivello dei capisaldi C8, C12 e C22 dal punto fisso MA4.


Figura A5. Frana di Val Torreggio con indicate le aree interessate
dai processi gravitativi di instabilità dei versanti.



Figura A6. Frana di Val Torreggio: particolare della Zona A.



Figura A7. Frana della Val Torreggio: particolare della zona B.




Figura A8. Frana di Masoni: esempi di diagrammi degli spostamenti
e delle precipitazioni relativi all’anno 1993.
 




Figura A9. Val Torreggio – Zona B: diagrammi relativi alle registrazioni inclinometriche relative a tre inclinometri fissi.




a) Variazione della distanza dei capisaldi GPS1, GPS2 e GPS3 dal punto fisso di riferimento.




b) Variazione del dislivello dei capisaldi GPS1, GPS2 e GPS3 dal punto fisso di riferimento




c) Variazione della distanza e del dislivello dal caposaldo GPS4 dal punto di riferimento
Figura A10. Frana di Masoni in Val Torreggio (Valtellina): misure GPS.




a) Variazione della posizione planimetrica del caposaldo GPS1 in un arco di tempo di 120 giorni.

 



b) Variazione della distanza del caposaldo GPS4 dal punto fisso (misure del 20 ottobre 1993).
Figura A11. Frana di Masoni in Val Torreggio (Valtellina): misure GPS.
 




a) Confronto GPS – teodolite automatico per il caposaldo GPS4



b) Confronto GPS – teodolite automatico per il caposaldo GPS1
Figura A12. Frana di Masoni in Val Torreggio (Valtellina): confronto misure GPS e teodolite a puntamento automatico.




Figura A13. Rete GPS dell’Alta Valtellina con rappresentate le ellissi di errore standard (probabilità 39.3%)





Figura A14. Frana di Campo Franscia (Valmalenco, Sondrio). Planimetria fori per in clinometri e TRIVEC per il controllo dei movimenti profondi.
 





Figura A15. Frana di Campo Franscia (Valmalenco, Sondrio). Planimetria rete topografica per il controllo degli spostamenti superficiali.





Figura A16. Frana di Campo Franscia (Sondrio): spostamenti in profondità misurati nel foro TR2 (vedi Fig. 56) con la sonda TRIVEC negli anni 1992-1995.





Figura A17. Frana di Val Pola (Alta Valtellina –Sondrio). Planimetria dell’area interessata dalla frana con accumulo dei detriti sul fondo valle e formazione di un lago da sbarramento lungo il fiume Adda.



Figura A18. Frana di Val Pola (Alta Valtellina –Sondrio)





Figura A19. Frana di Val Pola (Alta Valtellina –Sondrio): posizione estensimetri per il controllo degli spostamenti superficiali.




Figura A20. Frana di Val Pola (Alta Valtellina –Sondrio): posizione stazioni topografiche.




Figura A21. Frana di Val Pola (Alta Valtellina –Sondrio): posizione stazioni per la misura dei parametri meteorologici.





Figura A22. Frana di Val Pola (Alta Valtellina –Sondrio): posizione dei fori per misure degli spostamenti profondi con sonda TRIVEC e con inclinometri.
 




Figura A23. Frana di Val Pola (Alta Valtellina –Sondrio): rete piezometrica installata sull’accumulo di frana a fondo valle sul fiume Adda.
 





Figura A24. Segnali registrati prima della caduta di un blocco di roccia dal versante
superstite della Val Pola denominato Sassavin il 30 agosto 1988.



Figura A25. Esempio di registrazione di impulsi multipli sul versante superstite
della frana di Val Pola nel mese di agosto del 1987.





Figura A26. Frana di Val Pola (Alta Valtellina –Sondrio): diagrammi con confronto misure meteo, spostamenti superficiali e numero segnali EA/MS prima del collasso di una parte del versante superstite della frana.



Figura A27. Frana di Semogo (Alta Valtellina – Sondrio). Planimetria con la posizione dei sensori per il monitoraggio automatico e delle indagini eseguite.
 




Figura A28. Frana di Semogo (Alta Valtellina – Sondrio). Spostamenti profondi misurati con la sonda TRIVEC nel foro M13-T.




Figura A29. Diga di Beauregard (Valle d’Aosta). In alto: vista della spalla sinistra; in basso: particolare, dove sono evidenti le fratture nel calcestruzzo.




Figura A31. Santuario della Verna (provincia di Arezzo). Andamento nel tempo dell’apertura di una fessura della struttura muraria (controllata dall’estensimetro Ea1) correlato con il diagramma cumulativo delle precipitazioni (pluviometro Pl1).





Figura A34. Frana della Becca di Nona (Valle d’Aosta). Veduta generale dell’area in frana.

 

 

Figura A35. Frana della Becca di Nona (Valle d’Aosta): spostamenti superficiali e precipitazioni meteo nel periodo agosto 1997 – ottobre 2000.

 



Figura A36. Frana della Becca di Nona (Valle d’Aosta): spostamenti superficiali e precipitazioni meteo nel periodo ottobre 2000 – dicembre 2000.
 

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