Dissesti idrogeologici in aree a particolare valenza culturale: monitoraggio e valutazione del rischio nell’area del Monte alle Croci (Firenze)
PARTE II - Caratterizzazione geologica e attività di monitoraggio
7.
Sviluppo del progetto su piattaforma GIS
10.1. La strumentazione esistente ripristinata
10.1.1. Misure deformometriche
10.1.2. Misure inclinometriche
10.2. La nuova strumentazione installata
10.2.2. Misure estensimetriche
10.2.3. Misure inclinometriche
7.
Sviluppo del progetto su piattaforma GIS
La
conoscenza dell’ambiente e del territorio del sito oggetto di studio sta alla
base del lavoro di analisi; per questo motivo è stato scelto di realizzare
concretamente un sistema di archivi geografici utilizzando strumenti informatici
di analisi (Geographical Information System). Tale scelta è motivata dalla
versatilità di tali strumenti che offrono la possibilità di effettuare un
continuo aggiornamento della banca dati che, nel nostro caso, come già è stato
detto, è assai ingente, e la possibilità, applicando strumenti di analisi, di
correlare fra loro i vari elementi per descrivere diversi scenari. Il software
utilizzato è ArcView GIS 3.1, ESRI. Come base topografica, vista la scala a cui
lo studio viene condotto (scala di dettaglio), è stato deciso di utilizzare
- la costruzione di un nucleo di archivi numerici che riguardano la
geologia, la geomorfologia, gli strumenti per il monitoraggio, l’analisi del
rischio specifico. E’ stato inoltre realizzato il modello altimetrico del
terreno (DEM Digital Elevation Model) di tutto il Monte alle Croci e dell’area
comprendente il Piazzale Michelangelo e le Rampe.
- l’elaborazione di tali basi
informatiche e degli altri dati disponibili per produrre carte di sintesi ed
analisi territoriali necessarie per gli sviluppi della ricerca. Per la
realizzazione del modello altimetrico del terreno è stata seguita la seguente
procedura:
- assegnazione della quota alle curve di
livello passo
- assegnazione della quota ad una maglia di
punti
- generazione del TIN (Triangolate
Irregular Network)
- generazione dei primi layers informativi
in formato GRID (dimensione della cella 1m).
Attraverso l’estensione del software EasyProphile 2.0 è possibile ricavare dal DEM il profilo topografico utili per la ricostruzione della geologia.
La
collina di San Miniato è situata sulla sinistra idrografica dell’Arno, che
scorre in questo tratto in una depressione formatasi nel corso del
Villafranchiano quale effetto della tettonica distensiva successiva
all’orogenesi Appenninica. Successivamente alla sua formazione, tale
depressione fu interessata dalla presenza di un vasto lago, le cui testimonianze
sono oggi riscontrabili ai margini della valle fluviale nei depositi lacustri
(ghiaie, sabbie e argille) e nelle variamente estese zone pianeggianti, tra loro
correlabili a ricostruire le originali superfici di terrazzamento. Tali indizi
sono osservabili anche nell’area di studio, dove, alla base delle sequenze
lacustri, si trovano depositi appartenenti a formazioni alloctone risalenti al
Cretaceo sup.-Eocene inf.:
Per
questi ultimi si è fatto riferimento alla situazione dell’ultimo decennio,
integrando e verificando con il rilievo in campagna i dati nel merito riportati
da Taddei (1992). In questo modo si è giunti ad identificare elementi areali in
continuità morfologica e comprendenti numerose informazioni di tale tipo,
definiti quali aree di dissesto superficiale rappresentate, assieme ai
limiti di scarpata (o comunque di brusca variazione di pendenza) nella Tavola 7.
Questa informazione, non traducibile in una carta inventario dei fenomeni
franosi, è tuttavia fondamentale al fine della formulazione di scenari di
pericolosità per eventuali fenomeni di versante, eseguita nell’ambito della
Parte III. Resta, d’altro canto, l’indeterminazione sul reale ed attuale
stato della natura, ovvero sull’effettiva esistenza e distribuzione di masse
instabili, ma tale mancanza appare giustificata in base alla estrema lentezza di
eventuali movimenti o, più probabilmente, alla loro quiescenza, nonché in virtù
dell’interpretazione dei dati strumentali (vedi oltre). In ogni caso,
1) area delle Rampe: l’intero settore basale del versante è
interessato da piccoli ma diffusi segni di instabilità, rappresentati da
lesioni nelle strutture, avvallamenti, limitati scompaginamenti delle strutture
murarie sciolte;
2)
settore nord-orientale del campeggio: l’area racchiude alcuni
punti ove sono manifesti segni di lesioni strutturali ad edifici ed opere
stradali;
3) area di San Salvatore e del Giardino dell’Iris: la zona
comprende tutto il complesso di San Salvatore (già diffusamente descritto),
alcuni edifici lesionati a nord e ad est di questo e l’area del Giardino
dell’Iris, sia per l’esistenza di limitati fenomeni di scompaginamento dei
percorsi pedonali che per la contiguità con le deformazioni delle murature del
Piazzale Michelangelo;
4)
area delle strutture di servizio del campeggio: comprendente i
servizi e gli altri locali comuni, per i quali sono noti ed evidenti i dissesti,
in particolare delle pavimentazioni;
5)
area sottostante la scalinata
monumentale di San Miniato: il
settore contiene edifici, strutture stradali e zone a verde (in particolare il
c.d. Belvedere, oggetto di restauro negli anni ’90) che mostrano lesioni
murarie;
6)
area interna della curva del
viale Michelangelo in corrispondenza di villa Redditi/Peyron:
zona nella quale, sulla base dei dati del Taddei e dell’osservazione della
situazione attuale, è ipotizzabile la ricorrente manifestazione di importanti
lesioni murarie;
7)
strada di
accesso a villa Paroli:
zona ove si riscontrano deformazioni nella struttura stradale;
8)
spogliatoi
e parcheggio del campo di atletica ASSI:
area nella quale si rilevano avvallamenti delle
pavimentazioni, scompaginamenti murari e lesioni diffuse;
9)
area a
sud-ovest del complesso di San Miniato:
zona comprendente le principali lesioni dei bastioni
michelangioleschi e i dissesti strutturali dei muri di via del Giramonte;
10)
strada di accesso alle Torri di Gattaia:
area
contraddistinta da deformazioni stradali e lesioni nell’edificio di servizio e
nelle strutture murarie di delimitazione dei percorsi pedonali;
11) area ad ovest dell’IOT: zona nella quale sono ben visibili gli indizi del movimento avvenuto negli anni ’90 (avvallamenti, contropendenze, irregolarità nel sistema di micro-drenaggio).
I
due campioni presi in esame e studiati in laboratorio sono stati prelevati nel
Giugno del 2002 all’interno del complesso di S. Salvatore, in seguito
all’esecuzione del sondaggio contraddistinto dalla sigla SC3. Il campione
denominato A è stato prelevato alla profondità di
Sul campione A al momento del defustellamento sono state effettuate le prove col
pocket penetrometer e del vane test, che hanno fornito i seguenti
valori: Pocket penetrometer: 4,4 – 4,2 Kg/cm2
Vane
test: 0,4 – 0,6 – 1,2 Kg/cm2
Per
quanto riguarda il campione B è importante osservare che al momento del
defustellamento, la carota presentava una netta frattura a modesta inclinazione
rispetto all’asse longitudinale del campione. Sono state successivamente
eseguite le seguenti prove atte a stabilirne le caratteristiche fisiche:
-
analisi granulometriche
-
limiti di Atterberg
-
prove di taglio diretto e torsionale.
Le
analisi granulometriche sono state effettuate solamente sul campione A, in
quanto durante il defustellamento parte del campione B non è risultata
utilizzabile ai fini delle analisi; pertanto il materiale a disposizione non
sarebbe stato sufficiente ad eseguire le fondamentali prove di taglio.
Le
prove hanno dato il seguente esito:
|
|
GHIAIA
% |
SABBIA
% |
LIMO
% |
ARGILLA
% |
|
CAMPIONE
A |
0,6
|
15,6
|
59,1
|
24,7
|
La curva granulometrica, così come
tutti i dati completi delle analisi di laboratorio, è contenuta nell’allegato
C. In conclusione secondo la nomenclatura AGI(1977) il campione può essere
classificato come “limo sabbioso argilloso”.
Lo
studio dei limiti di Atterberg, teso a classificare un terreno in base alla
determinazione dei limiti liquido e plastico, ha dato i seguenti risultati:
|
|
LL
|
LP
|
IP
|
CLASSIFICAZIONE
USCS |
|
CAMPIONE
A ( |
35
|
17
|
18
|
CL-
Argilla inorganica di bassa plasticità |
|
CAMPIONE
B ( |
43
|
22
|
21
|
CL-
Argilla inorganica di bassa plasticità |
|
f’ (ind) |
c’
kPa (ind) |
f’ (dist) |
c’
kPa (dist) |
|
|
CAMPIONE
A ( |
23
|
40,75
|
24,8
|
7,5
|
|
CAMPIONE
B ( |
13
|
28,7
|
14,3
|
14,5
|
|
|
f’ (res) |
c’
kPa (res) |
|
CAMPIONE
B ( |
12
|
0
|
10.1. La strumentazione esistente ripristinata
La
realizzazione a più riprese di campagne di monitoraggio dell’area di studio
ha determinato la presenza attuale di un numero rilevante di strumenti per il
controllo topografico superficiale e per l’indagine in profondità degli
ipotetici movimenti di versante. Di questi strumenti solo una parte è ancora in
esercizio. In particolare, sono disponibili i dati e parte della strumentazione
derivanti da una campagna di misura avviata nel 1992 per i deformometri, nel
1996 per i piezometri (a tubo aperto) e nel 1997 per gli inclinometri e
conclusasi, per tutti gli strumenti, nel 1999 (Comune di Firenze,
1999), di cui
si è ampliamente parlato nel capitolo 4. Un riepilogo della strumentazione
attualmente in esercizio, che non include i deformometri e i tubi inclinometrici
per i quali le misurazioni non sono più possibili (per smantellamento o per
occultamento a seguito di opere stradali), è mostrato nella tavola 8. E’
stato deciso di utilizzare parte di questi strumenti integrandoli con la nuova
strumentazione installata, di cui si parlerà successivamente. In base ai
risultati della precedente campagna di monitoraggio descritta nel capitolo 4, è
stato deciso di ripristinare completamente la rete deformometrica, come
riportato nella tavola 8 allegata. Per quanto riguarda gli inclinometri, sono
stati individuati alcuni strumenti i cui dati siano significativi per la
descrizione e l’interpretazione delle condizioni di instabilità del versante
settentrionale della collina, al fine di giungere ad una ipotesi sulla geometria
e cinematica dei movimenti da sottoporre al vaglio dei dati della strumentazione
in corso di realizzazione; è stato deciso di effettuare il controllo di 14 dei
28 inclinometri disponibili, per un totale di
Tabella
7. Ripristino monitoraggio della strumentazione esistente nell’area della
collina di San Miniato.
strumenti strumenti misure
misure esistenti ripristinati
disponibili effettuate
|
Deformometri
|
39
|
39
|
25
|
2
|
|
Inclinometri
|
28
|
14
|
6
|
1
|
|
Piezometri
|
15
|
0
|
34
|
- |
10.1.1.
Misure deformometriche
Tabella
8 – Strumentazione deformometrica ripristinata
|
Area
|
Deformometri
|
|
Convento
di San Francesco |
1S,
1D, 2, 4, 5, 6, 7, 8, |
|
Chiesa
di San Salvatore (interno) |
10,
11, 12 |
|
Muro
di cinta del complesso di San Salvatore |
13,
14, 15, 16, 17, 18 |
|
Mura
di sostegno Piazzale Michelangelo |
19,
40 |
|
Rampe
|
21,
22, 41, 42 |
|
Basilica
di San Miniato |
23,
24, 25, 26S, 26D, 39 |
|
Palazzo
dei Vescovi |
36,
37, 38 |
|
Bastioni
Michelangioleschi |
27,
28, 29, 30, 31, 32, 33, 34 |
10.1.2.
Misure inclinometriche
Tubo
n. 1
Gli
spostamenti tra le letture 1 e 2 sono da imputarsi a fenomeni di assestamento,
terminati successivamente, come dimostrato dalla sostanziale coincidenza delle
letture 2, 3, 4 e 5. La lettura 6 mostra uno scostamento della parte profonda di
modesta entità, da imputarsi probabilmente a movimenti di lungo periodo
connessi con la deficitaria cementazione. In virtù di ciò risultano di nessuna
significatività le informazioni relative alla direzione di spostamento.
Tubi
n. 17 e 24
L’andamento
degli spostamenti registrati conduce all’ipotesi dell’esistenza di un
periodo di assestamento tra le letture 1 e 3 (per il tubo n. 17) e 1 e 2 (per il
tubo n. 24), seguito da un periodo di sostanziale assenza di movimento, con
modeste variazioni a lungo termine collegate a problemi di cementazione:
tuttavia, in considerazione della direzione di spostamento concorde con
l’andamento topografico, è possibile che nel quadro descritto si siano
aggiunti gli effetti di lenti movimenti, a profondità non determinabili.
Tubo
n. 27
Analogamente
al tubo n. 1, i movimenti di scarsa entità registrati possono essere
correlabili con fenomeni di assestamento e di scarsa aderenza tra parti del tubo
e terreno.
Tubo
n. 28
In
questo caso la fase di assestamento può considerarsi esaurita tra le letture 1
e 2: gli spostamenti registrati in occasione dell’ultima lettura, in virtù
della sostanziale stabilità della testa e del fondo del tubo e del tratto
compreso tra 30 e
Tabella
9 – Strumentazione inclinometrica ripristinata
|
Inclinometro
|
Lunghezza
(m) |
Pendenza
media (%) |
|
1
|
62
|
4.24
|
|
6
|
39
|
1.08
|
|
10
|
80
|
4.72
|
|
17
|
58
|
6.06
|
|
19
|
68
|
3.64
|
|
20
|
37
|
2.80
|
|
21
|
49
|
5.46
|
|
24
|
49
|
5.88
|
|
25
|
56
|
0.74
|
|
26
|
29
|
0.96
|
|
27
|
59
|
8.00
|
|
28
|
56
|
3.14
|
|
36
|
39
|
3.74
|
|
45
|
65
|
1.94
|
Il
quadro descritto, pur avvalorando in buona misura l’ipotesi di assenza di
movimenti di versante nel periodo di monitoraggio, potrebbe essere comunque
compatibile, in considerazione della profondità e ubicazione dei tubi
inclinometrici, con l’esistenza di movimenti a cinematica lenta ed elevata
profondità, oltre che, ovviamente, con la quiescenza di fenomeni a profondità
non determinabile. In generale, inoltre, è da rilevare la diffusione di
problemi di cementazione dei tubi da attribuirsi, in parte, ad una non
pienamente corretta installazione degli stessi.
10.2. la nuova strumentazione installata
Nella
scelta per la progettazione della nuova campagna di monitoraggio l’interesse
è stato concentrato, così come spesso è avvenuto in passato, sulle condizioni
del versante settentrionale della collina sia per il maggior numero di indizi
relativi ad un possibile movimento di versante o insieme di movimenti, sia per
il conseguente coinvolgimento di opere architettoniche e artistiche di assoluto
valore. In quest’area sono realizzati una serie di sondaggi che hanno
consentito la messa in opera della seguente strumentazione: 3 tubi
inclinometrici con sonda TDR (Time Domain Reflectometry), 3 piezometri di tipo
Casagrande (con installazione di due celle per ogni piezometro), estensimetro in
foro sub-orizzontale a tre basi, posizionato al di sotto dell’area di
fondazione della chiesa di San Salvatore al Monte. La documentazione completa
relativa al tipo di strumentazione ed alla sua installazione è contenuta nel
rapporto “Monitoraggio e indagini geologiche sulla collina di San Miniato a
Firenze” (ENEL HYDRO, 2003). La planimetria con l’ubicazione degli strumenti
è riportata in tavola 8.
Nell’area
sono stati quindi eseguiti i seguenti sondaggi:
-
3 sondaggi a carotaggio continuo ( SCC1 – SCC2 – SCC3)
- 4 sondaggi a distruzione di nucleo (SD1 – SD2 – SD3 – SD4)
Il sondaggio SD 4 è stato realizzato con un’inclinazione di circa 45°.
I sondaggi hanno raggiunto le seguenti profondità dal locale piano campagna:
Tabella
10. Sondaggi eseguiti nel corso del presente studio.
|
Sondaggio
|
Tipologia
|
Profondità
dal p.c. (m) |
|
SCC1
|
sondaggio
a carotaggio continuo |
70.00
|
|
SCC2
|
sondaggio
a carotaggio continuo |
70.10
|
|
SCC3
|
sondaggio
a carotaggio continuo |
67.00
|
|
SD1
|
sondaggio
a distruzione di nucleo |
60.00
|
|
SD2
|
sondaggio
a distruzione di nucleo |
60.00
|
|
SD3
|
sondaggio
a distruzione di nucleo |
60.00
|
|
SD4
|
sondaggio
a distruzione di nucleo |
60.50*
|
(*) In realtà per il sondaggio
SD
I
sondaggi effettuati a distruzione di nucleo, SD1, SD2 ed SD3 sono stati
strumentati con piezometri del tipo Casagrande e ne sono stati installati 2 per
ogni sondaggio. Tale piezometro è costituito da un cilindro in pietra porosa
avente le seguenti dimensioni:
−
lunghezza L =
−
diametro esterno Φest
=
Si
riporta di seguito la tabella di riepilogo dei piezometri installati:
Tabella
11. Piezometri installati nel corso del presente studio.
|
Sondaggio
|
Piezometro
|
Profondità
dal p.c. (m) |
|
SD1
|
P1
|
24.00
|
|
SD1
|
P2
|
54.00
|
|
SD2
|
P3
|
24.00
|
|
SD2
|
P4
|
50.00
|
|
SD3
|
P5
|
26.00
|
|
SD3
|
P6
|
60.00
|
Contemporaneamente
ai tubi inclinometrici in alluminio è stato calato in ogni foro un cavo
coassiale da 50 Ω per l’esecuzione di misure con sonda TDR (Time
Domain Reflectometry) al fine di individuare eventuali superfici di
scivolamento.
|
Sondaggio
|
Strumento
|
Profondità
dal p.c. (m) |
|
SCC
1 |
Inclinometro
+ sonda TDR |
70.00
|
|
SCC
2 |
Inclinometro
+ sonda TDR |
70.10
|
|
SCC
3 |
Inclinometro
+ sonda TDR |
67.00
|
Tabella
13. Estensimetro installato nel corso d
|
Sondaggio
|
Strumento
|
Lunghezza
(m) |
|
SD4
|
Estensimetro
multibase |
60.50
|
Il
monitoraggio eseguito sulla collina di San Miniato è consistito
rispettivamente:
- n. 2
misura piezometrica
- n. 2
misure inclinometriche nei fori profondi
- n. 4
misure di deformazione con la sonda TDR
- n. 6
misura di spostamento nell’estensimetro
Sono state effettuate due misure del livello dell’acqua ed i risultati sono riassunti in tabella. Per il foro SD 3, relativamente al giorno 27 novembre 2002, non è riportata la misura in quanto il sondaggio non è risultato temporaneamente.
Tabella 14. Misure piezometriche.
|
Sondaggio
|
Piezometro
|
Profondità
dal p.c. (m) |
Livello
acqua dal p.c. (m) |
|
|
|
|
|
27
novembre 2002 |
1
aprile 2003 |
|
SD
1 |
P1
|
24.00
|
13.48
|
13.40
|
|
SD
1 |
P2
|
54.00
|
13.80
|
13.40
|
|
SD
2 |
P3
|
24.00
|
21.50
|
21.25
|
|
SD
2 |
P4
|
50.00
|
21.50
|
21.25
|
|
SD
3 |
P5
|
26.00
|
- |
24.00
|
|
SD
3 |
P6
|
60.00
|
- |
24.00
|
I
dati non consentono di verificare l’ipotesi, più volte espressa in
letteratura (Giordano F., 1884, Comune di Firenze, 1974, 1999, Taddei E.,
1999),
secondo la quale, conseguentemente alle caratteristiche litologiche della
formazione di Sillano, sarebbero presenti più corpi idrici distinti di modeste
dimensioni ed estensioni, fra loro indipendenti.
10.2.2. Misure estensimetriche
Sono
state eseguite 5 campagne di misura sull’estensimetro installato nel foro
inclinato SD4; i
risultati sono riportati nella tabella seguente.
Dall’analisi dei dati risulta evidente che non si sono verificati,
limitatamente al periodo di indagine,
degli spostamenti in profondità.
Gli allungamenti rilevati, infatti, pur mostrando una generale tendenza
omogenea, presentano valori
assai modesti e ancora ampiamente rientranti nei limiti dell’errore
strumentale: eventuali dati
significativi potranno scaturire solo da una prosecuzione della campagna di
misure.
Tabella 15. Misure di spostamento sugli estensimetri profondi del foro SD4.
|
|
|
Lunghezza
base (m) 60,000 |
Lunghezza
base (m) |
45,000 |
Lunghezza
base (m) |
30,000 |
||||
|
Sensibilità
(mA/mm) 0,320 |
Sensibilità
(mA/mm) |
0,320
|
Sensibilità
(mA/mm) |
0,320
|
||||||
|
Valore
di zero (mA) 4,011 |
Valore
di zero (mA) |
4,015 |
Valore
di zero (mA) |
3,669 |
||||||
|
Lettura
|
Valore
elaborato |
Spostamento
|
Lettura
|
Valore
elaborato |
Spostamento
|
Lettura
|
Valore
elaborato |
Spostamento
|
||
|
data
|
ora
|
mA
|
mm
|
mm
|
mA
|
mm
|
mm
|
mA
|
mm
|
mm
|
|
28/06/2002
|
14,00
|
12,071
|
25,180
|
|
12,163
|
25,466
|
|
12,094
|
25,273
|
|
|
31/07/2002
|
15,30
|
12,130
|
25,364
|
-0,184
|
12,220
|
25,644
|
-0,178
|
12,178
|
25,535
|
-0,262
|
|
29/08/2002
|
13,30
|
12,156
|
25,445
|
-0,266
|
12,215
|
25,628
|
-0,163
|
12,201
|
25,607
|
-0,334
|
|
24/09/2002
|
11,30
|
12,197
|
25,573
|
-0,394
|
12,196
|
25,569
|
-0,103
|
12,272
|
25,829
|
-0,556
|
|
13/11/2002
|
15,30
|
12,214
|
25,626
|
-0,447
|
12,301
|
25,897
|
-0,431
|
12,280
|
25,854
|
-0,580
|
|
01/04/2003
|
14,00
|
12,225
|
25,661
|
-0,481
|
12,315
|
25,941
|
-0,475
|
12,300
|
25,916
|
-0,643
|
I
rilievi sono stati eseguiti nel mese di novembre 2002. I risultati della prima
campagna di misure sono riportati nell’Allegato D e si può notare la buona
verticalità delle perforazioni che è inferiore al metro per profondità fino a
circa
L’Allegato
D riporta i dettagli delle misure con indicate, per ciascun foro, le seguenti
informazioni:
- direzione ed entità dello spostamento rispetto alla verticale
- grafico dello spostamento dalla verticale in funzione della profondità
-
direzione degli spostamenti (in gradi) in funzione della profondità.
Osservando
i grafici degli spostamenti dalla verticale e della direzione degli spostamenti
si nota che le profondità d’indagine raggiunte sono risultate di 59 e
Per il
sondaggio SCC1 invece si nota che la profondità di indagine raggiunta è
risultata di
Riguardo alla prima
lettura, effettuata a distanza di 6 mesi dalla lettura zero, si osservano
spostamenti che, per entità, distribuzione e direzione, sono da correlare con
l’assestamento degli impianti: dati più significativi potranno derivare
soltanto da letture successive, da effettuarsi dopo la conclusione di tale
periodo di assestamento.
Sono
state eseguite ed elaborate una serie di misure sui tre cavi coassiali (da 50
Ω) TDR installati nei tre fori di sondaggio attrezzati con i tubi per le
misure inclinometriche (sondaggi SCC1, SCC2 e SCC3 di tavola 8). Per i sondaggi
SCC1 e SCC2, eseguiti nell’area del campeggio, sono state eseguite quattro
campagne di misura rispettivamente nelle seguenti date 18/03/2002, 30/07/2002,
29/09/2002, 13/11/2002; per il sondaggio SCC3, eseguito nel Convento di San
Francesco, sono state eseguite tre campagne di misura rispettivamente nelle
seguenti date 19/06/2002, 31/07/2002, 13/11/2002. In allegato sono riportate le
misure eseguite. Dall’analisi del confronto fra le forme d’onda elaborate
risulta evidente che nel periodo di indagine non si sono verificati movimenti
nei terreni indagati; infatti le forme d’onda degli impulsi generati ed
inviati nei cavi TDR sono sovrapponibili e le distanze fra i cursori
danno praticamente la stessa misura che corrisponde, con buona approssimazione,
alle profondità di perforazione. Per il sondaggio SCC1 si nota che la misura TDR
sembra superiore alla lunghezza di perforazione ma questo è dovuto
unicamente al fatto che a bocca foro il cavo TDR fuoriesce per circa 2-