Analisi per la valutazione del rischio da frana nell'area di Craco (Matera)

Capitolo VI - Analisi dell’uso del suolo

    6.1. Carta dell’uso del suolo
    6.2. Descrizione del territorio

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6.1. Carta dell’uso del suolo

La carta di uso del suolo (Tav. 8) è stata realizzata essenzialmente attraverso l'osservazione delle foto aeree a disposizione unitamente ad un controllo dei dati tramite rilievi diretti in campagna. L'analisi indiretta ha privilegiato l'utilizzazione delle foto aeree relative al volo del 1997, effettuato dalla società Geotec di Matera; tale volo costituisce, infatti, non soltanto la rappresentazione territoriale più recente per l'area in studio, ma anche quella con il maggior grado di dettaglio (scala 1: 14.000).

Attraverso l'analisi delle immagini aeree è stato possibile suddividere il territorio in esame in aree omogenee, rappresentate tramite poligoni di colore diverso. Tali zone vengono discriminate in relazione all'utilizzo antropico o agricolo oppure relativamente alle coperture naturali presenti.

Come approccio metodologico e adozione di standard, unitamente a quanto realizzato per altri siti del progetto ENEA-MURST "Linee guida per la salvaguardia dei beni culturali dai rischi naturali”, si è fatto riferimento al Progetto Corine-Land Cover, che si sviluppa all'interno del programma europeo Corine.

Verranno di seguito elencate le voci utilizzate nella carta di uso del suolo (Tav. 8) del territorio di Craco:

-    Tessuto urbano continuo, paese abbandonato: spazi strutturati dagli edifici e dalla viabilità. Gli edifici, la viabilità e le superfici ricoperte artificialmente occupano più dell’80% della superficie totale. In questo caso il tessuto urbano continuo e rappresentato dall’antico abitato ormai in rovina, è stata quindi utilizzata la definizione “paese abbandonato”.

-    Spazi caratterizzati dalla presenza di edifici. Gli edifici, la viabilità e le superfici a copertura artificiale coesistono con superfici coperte da vegetazione e con suolo nudo, che occupano in maniera discontinua aree non trascurabili. Gli edifici, la viabilità e le superfici ricoperte artificialmente coprono dal 50 all’80% della superficie totale. Questa voce non comprende: le abitazioni agricole sparse delle periferie o nelle zone di coltura estensiva comprendenti edifici adibiti ad impianti di trasformazione e ricovero; le residenze secondarie disperse negli spazi naturali o agricoli.

-    Seminativi in aree non irrigue: superfici coltivate regolarmente arate e generalmente sottoposte ad un sistema di rotazione. Si considerano non irrigui in quanto dalla fotointerpretazione non sono individuabili canali ed impianti di pompaggio. Cereali, leguminose in pieno campo, colture foraggere, coltivazioni industriali, radici commestibili e maggesi.

-    Oliveti: Superfici piantate ad olivo, comprese particelle a coltura mista di olivo e vite.

-    Colture annuali associate a colture permanenti: Colture temporanee (seminativi o prati) in associazione con colture permanenti sulla stessa superficie, quando le particelle a frutteto comprese nelle colture annuali rappresentano meno del 25% della superficie totale.

-    Boschi di conifere: Formazioni vegetali costituite principalmente da alberi ma anche da cespugli e arbusti, nelle quali dominano le specie forestali conifere. La superficie a conifere deve coprire almeno li 75% dell’unità. Vi sono comprese le conifere a rapido accrescimento.

-    Pascoli naturali e praterie d'alta quota, pascolo: aree foraggere a bassa produttività. Sono spesso situate in zone accidentate. Interessano spesso superfici rocciose, roveti e arbusteti. Sulle aree interessate dalla classe non sono di norma presenti limiti di particelle ( siepi, muri, recinti).

-     Aree con vegetazione rada: comprente le steppe xerofile, le steppe alofile, e le aree calanchive in senso lato.

-    Corsi d'acqua: corsi di acqua naturali o artificiali che servono per il deflusso delle acque. Larghezza minima da considerare: 100 m.

La legenda presentata con la carta di uso del suolo si discosta in alcuni casi dalla legenda del programma Corine-Land Cover, essendo state qui introdotte alcune voci derivate, in alcuni casi più specifiche, che permettono un maggiore adattamento alle situazioni tipiche nell'area; a ciascuna di tali voci rimane comunque associata la più generale definizione di Corine, presente nel database informatizzato allegato alla carta.

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6.2. Descrizione del territorio

La redazione della carta di uso del suolo, effettuata utilizzando il programma Arcview Gis 3.0, ha permesso di ottenere una descrizione del bacino in esame in termini di aree occupate dalle diverse tipologie di uso del suolo.

Vengono esposti i valori relativi all’area in esame, riassunti nelle tabella seguente e rappresentati nel grafico di Fig. 6.1:

TIPOLOGIA

AREA TOTALE (mq)

Tessuto urbano discontinuo

70775

Paese abbandonato

44577

Seminativi in aree non irrigue

2534773

Colture annuali associate a colture permanenti

297777

Pascolo

552186

Aree a vegetazione rada

2269403

Oliveti

531058

Boschi di conifere

23243

Tab 6.1


Fig. 6.1: distribuzione percentuale delle diverse classi di uso del suolo

Emerge la prevalenza dei terreni seminativi e delle aree a vegetazione rada, le cui estensioni rispetto all’area totale del bacino risultano rispettivamente del 40% e del 35%. Per le altre tipologie di copertura si osserva che: l’8,7% del territorio è ricoperto da pascolo, l’8,4% da oliveti, il 4,7% e interessato da colture permanenti ed annuali associate, l’1,1% è occupato da tessuto urbano discontinuo, mentre il paese abbandonato occupa lo 0,7%; infine l’area rimboschita a conifere interessa lo 0,4% del bacino.

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