Analisi per la valutazione del rischio da frana nell'area di Craco (Matera)
10.1. Classificazione tipologica degli elementi esposti
Il centro storico di Craco è stato selezionato per questo studio per le sue caratteristiche storiche e culturali di grande pregio. Attraverso i suoi elementi di maggior riguardo, da questo punto di vista, i palazzi, la torre, le cupole, il convento, affiorano alla vista del visitatore testimonianze di diverse fasi storiche, anche lontanissime, che, probabilmente per l’atmosfera di degrado che regna ormai, rendono il luogo particolarmente suggestivo.
L’agglomerato urbano nel suo insieme, comunque, costituito dal complesso di edifici minori, dai palazzetti e dagli antri scavati all’interno del conglomerato, costituisce un elemento suggestivo di per sè. Questi ultimi ad esempio fanno sfoggio di decorazioni delle pareti di bellezza paragonabile senz’altro a quelli della chiesa o del palazzo baronale: volute policrome dei livelli sabbiosi, bassorilievi di ghiaia e ciottoli e giochi di luce eccezionali li rendono luoghi pieni di fascino.
Questi beni, appena accennati, sono stati l’oggetto dell’analisi degli elementi esposti al rischio dalle numerose frane di diversa tipologia che insistono sul paese. Tale analisi è stata quindi mirata a definire l’indice di esposizione degli edifici, oramai abbandonati, generando una sorta di gerarchizzazione basata su parametri principalmente storico-culturali. L’abbandono del paese ha facilitato la fase di analisi dell’esposizione, proprio perché non è stato necessario confrontarsi con l’elemento più difficile da valutare: la popolazione. Tuttavia la percezione di un paese vissuto emerge fortissima da ogni edificio osservato, attraverso la presenza degli innumerevoli segni di vita quotidiana che sono offerti ogni qualvolta ci si affacci in uno di essi. La nostalgia per il luogo vissuto è stagliata sul viso degli anziani che ancora oggi risalgono sul colle a respirare il vento e ad osservare per l’ennesima volta la panoramica offerta dal rilievo sul paesaggio aspro che lo circonda.
Sebbene sia concentrato sugli oggetti architettonici, tale studio è stato condotto nel rispetto dei luoghi attraversati in quanto patrimonio di una popolazione colpita da una calamità ed è finalizzato a restituire alla popolazione un luogo che, sebbene prostrato dagli eventi, possa essere mostrato senza paura di attraversarlo e senza la vergogna di averlo abbandonato.
10.1. Classificazione tipologica degli elementi esposti
L’obiettivo della classificazione è una carta che riporti l’insieme degli edifici presenti nel paese distinti per indice di esposizione, indicativo dell’insieme delle caratteristiche storico-culturali ed economico-turistiche. L’indice contiene in sé anche informazioni relative alla complessità dell’eventuale opera di restauro che potrebbe essere teoricamente risultare necessaria.
La scala a cui è stata condotto lo studio in generale, a partire dalle condizioni ambientali e della pericolosità, ha portato a selezionare, come unità elementare per la fase di analisi dell’esposizione, i singoli edifici, ossia quegli elementi architettonici caratterizzati da una evidente indipendenza strutturale. Pertanto è stata condotta, in primo luogo, la digitalizzazione della cartografia catastale, reperita presso il Comune, che ha portato a costituire un ulteriore livello informativo nel progetto GIS, necessario alle elaborazioni successive.
Per classificare i beni presenti nell’area del Centro storico e del Convento di Craco è stata applicata una scheda strutturata seguendo le linee di principio della scheda di rilevamento speditiva dell’ICR relativa alla parte degli elementi architettonici.
I dati rilevati sono stati successivamente elaborati per giungere all’individuazione dell’indice di esposizione attraverso tre ordini di operazioni:
gerarchiche, per quei parametri per i quali è stata stabilità nella fase di rilevamento l’appartenenza alla relativa classe di valori (rappresentatività, integrità, stato di conservazione, presenza di elementi decorativi e beni, uso attuale, accessibilità);
statistico, attraverso un elaborazione del data base associato al GIS (file .dbf) per la definizione della frequenza delle diverse tipologie presenti nell’insieme di elementi considerati;
spaziale, attraverso l’elaborazione GIS, per definire gli indici planimetrici e volumetrici necessari ad una visione completa dei caratteri dei diversi elementi.
L’elaborazione di questi parametri ha condotto alla valutazione dei tre indicatori che seguono:
INDICATORE A - STORICO/CULTURALE
rappresentativita‘
frequenza tipologica
presenza interventi
presenza di elementi decorativi e beni
INDICATORE B - ECONOMICO TURISTICO
uso attuale
indice volumetrico
INDICATORE C - COMPLESSITA' DI RESTAURO
stato di conservazione
presenza di elementi decorativi
indice volumetrico
Lo stato di abbandono che caratterizza l’uso attuale, generalizzabile alla totalità degli edifici, del centro storico, ha indotto a tralasciare l’indicatore B ed a valutare esclusivamente gli altri due. Una volta definiti e calcolati i valori per ogni singolo edificio, l’indice di esposizione è stato definito come la somma algebrica degli indicatori A e C, ipotizzando in prima approssimazione una semplice sovrapposizione degli effetti.