1. PREMESSA
Questo fascicolo si configura come una sintesi delle conoscenze di base riguardanti le metodologie e gli strumenti tecnici di indagine e di controllo applicabili alle situazioni di monitoraggio di versanti instabili e alla prevenzione del rischio sismico. È stato concepito per un’utilizzazione diretta da parte degli operatori delle soprintendenze ai beni ambientali, archeologici, architettonici, artistici, monumentali, storici e culturali. Gli operatori di questo settore (di vitale importanza per l’economia e per l’immagine internazionale del nostro paese), nello svolgimento delle loro funzioni istituzionali, possono trovarsi di fronte a situazioni nelle quali la conservazione dei beni in questione, in presenza di fattori geologici e geomorfologici sfavorevoli, sia minacciata da movimenti tellurici e/o altri fenomeni (naturali e/o provocati da attività umane) di instabilità che coinvolgono il sito dove il bene è ubicato. Considerato che il patrimonio storico-artistico nazionale è vastissimo e che le situazioni sopra accennate sono tutt’altro che infrequenti, si è voluto anche fornire agli operatori del settore uno strumento utile per un approccio alle tecniche attualmente disponibili per affrontare tali problemi. Si è dovuto tenere conto che il documento in questione potrebbe essere consultato da personale di formazione culturale e professionale molto varia (come tecnici diplomati, geologi, ingegneri ma anche professionisti con formazione di tipo umanistico o giuridico-economico) e perciò la trattazione degli argomenti più tecnici si è mantenuta, per necessità, ad un livello applicativo senza approfondire la complessa teoria fisica e matematica che sta alla base delle varie metodologie.
Il rapporto è strutturato come segue:
nel capitolo 2 sono illustrate alcune tecniche e metodologie tra le più importanti per acquisire e/o ampliare conoscenze relative alla natura geologica del sottosuolo.
nel capitolo 3 sono descritte le caratteristiche generali di un sistema di monitoraggio;
nel capitolo 4 è presentata la strumentazione più frequentemente utilizzata nel controllo dei versanti instabili, classificando gli strumenti sulla base dei parametri misurati (spostamenti superficiali, spostamenti profondi, pressioni interstiziali, parametri idrometeorologici), con estesi riferimenti al principio di funzionamento;
nell’appendice A sono illustrati alcuni esempi applicativi di sistemi di monitoraggio progettati, installati e gestiti da Enel.Hydro BU ISMES.