3. PROCEDURE NELLA RICERCA STORICA
3.1. Analisi delle dinamiche ambientali
3.1.1. Informazioni desumibili dalla ricerca storica
3.2. Analisi storico-architettonica
3. Procedure nella ricerca storica
In questo capitolo vengono affrontati i temi relativi al tipo di informazione che può essere ricostruita per mezzo della ricerca storica; le diverse modalità di formazione, registrazione e diffusione; le procedure di ricerca, analisi, interpretazione e sintesi del dato storico.
Considerando il differente punto di vista con il quale può essere affrontata l’analisi storica, a seconda che si conducano studi sulla pericolosità ambientale (ricorrenza di eventi di una determinata categoria nel corso del tempo) o la vulnerabilità di specifici beni culturali (tipo di risposta di determinate strutture o tessuti urbanistici a sollecitazioni indotte da eventi naturali), questi due aspetti vengono trattati separatamente:
analisi delle dinamiche ambientali (pericolosità), per la qualificazione e la quantificazione delle varie tipologie di eventi naturali che hanno interessato una determinata area geografica
analisi storico-architettoniche (vulnerabilità), per la ricostruzione delle caratteristiche costruttive e le vicende ambientali ed antropiche
3.1. Analisi delle dinamiche ambientali
Vengono di seguito descritti i dati utili per la ricostruzione degli scenari di danneggiamento prodotti da eventi naturali, allo scopo di valutare il livelli di esposizione di determinate aree geografiche. In particolare vengono affrontare le problematiche relative a:
produzione delle descrizioni di effetti locali
analisi della trasmissione dell’informazione nel corso del tempo
metodologie di analisi e validazione del dato storico
sintesi dell’informazione storica
3.1.1. Informazioni desumibili dalla ricerca storica
L’analisi storico-ambientale utilizza informazioni documentarie per ricostruire gli scenari d’impatto di eventi naturali del passato sul contesto ambientale ed antropico dell’epoca. Dal momento che le informazioni di base di tali analisi sono essenzialmente di natura descrittiva, è necessario applicare una metodologia di lavoro sistematica, trasparente e riproducibile, in modo rendere i risultati omogenei e confrontabili.
Ogni evento deve essere studiato considerando il contesto storico e culturale nel quale si colloca, in modo da ricostruire più realisticamente il quadro degli effetti che esso ha prodotto. Altrettanto chiaro deve essere il processo culturale e sociale innescato da un evento naturale, attraverso il quale si può avere la produzione di informazioni storico-documentarie tramandate alle generazioni successive.
Nella Figura 2 vengono sintetizzati i fattori che possono influenzare la produzione di informazione storica evidenziando, a seconda del tipo di evento naturale considerato, l’impatto sul contesto socio-economico in generale e su manufatti, popolazione ed ambiente. Attraverso il filtro rappresentato dall’assetto sociale, economico e culturale dell’epoca, si arriva alla produzione dell’informazione registrata nelle varie tipologie di fonte storica: documenti ufficiali (o di archivio), resoconti individuali (memorie, cronache locali, diari, relazioni) o resoconti collettivi (organi di informazione). La massa delle potenziali fonti informative deve successivamente passate il vaglio della “conservazione” fino ai nostri giorni, in modo da poter essere individuate, raccolte ed interpretate.
Relativamente ad uno specifico evento naturale, di qualsiasi natura, una fonte storica può essere definita come una testimonianza diretta, contemporanea ed autorevole per quell’evento. I metodi per la valutazione di queste caratteristiche sono essenzialmente di analisi storica e testuale della documentazione disponibile.
|
Figura 2: processo di produzione e registrazione di informazioni su eventi naturali. |
In prima approssimazione, le principali informazioni che vengono raccolte dalle fonti storico-documentarie (Figura 3) si riferiscono a:
tipo di evento naturale
data dell’evento
località colpite da un evento naturale
descrizione degli effetti e danni sofferti da ogni località
|
|
Tipologia evento: FRANA Data evento: 29/10/1928 Località colpita: Varazze, strada provinciale in località Via Piave presso il ponte della ferrovia. Descrizione danni: “Questo fatto ha provocato gravi danni ... ha provocato lo scoppio di uno dei tubi principali dell’acquedotto … la frana metteva in serio pericolo la linea ferroviaria …” |
|
Figura 3: esempio di informazioni riportate in una fonte storico-documentaria. Fonte: La Nazione di Firenze. Edizione del 29 ottobre 1928, pag. 5. |
|
Le strategie di ricerca ed il livello di approfondimento dell’analisi si differenziano a seconda del tipo di evento naturale e della sua estensione geografica. Da questo punto di vista possono essere identificate due categorie di eventi: quelli caratterizzati da una limitata estensione areale (ad esempio frane che coinvolgono piccole porzioni di un centro urbano) ed eventi che coinvolgono diversi centri urbani (come accade in caso di terremoto o di alluvioni estese ad ampie piane fluviali).
eventi locali: in questo caso la ricerca storica si focalizza sulla raccolta delle descrizioni dei danni locali e sull’evoluzione del fenomeno
eventi areali: l’analisi procede con due passi successivi, con i quali si raccolgono prima i dati locali per descrivere l’impatto dell’evento nelle singole località colpite; successivamente si aggregano le informazioni in modo da ricostruire lo scenario di danno generale dell’evento e la sua evoluzione globale
3.1.2. Percorso della ricerca storica
La raccolta delle informazioni sugli effetti provocati da un evento naturale estremo segue un percorso che può essere così sintetizzato (Figura 4):
raccolta delle informazioni storiche sugli effetti provocati dell’evento naturale sulla popolazione, i manufatti e l’ambiente
raccolta delle informazioni sul contesto socio-economico del territorio colpito dall’evento naturale
classificazione ed interpretazione storica dei dati documentari
elaborazione di tabelle località/fonti per ogni località colpita, riassumenti tutte le informazioni storico-documentarie raccolte
sintesi delle informazioni storico-documentarie e ricostruzione degli scenari di danno provocati dall’evento naturale
|
Figura 4: processo di raccolta ed elaborazione di informazioni storico-ambientali |
L’analisi delle informazioni storiche mediante tabelle località/fonti permette un controllo delle modalità di diffusione delle stesse informazioni nel corso del tempo, consentendo una valutazione della loro attendibilità. Nell’esempio riportato in Figura 5 sono mostrati alcuni dei casi più frequenti ed interessanti di diffusione dell’informazione storica.
|
Tipologia Evento: (es. Frana) ; Data evento: (giorni, mese, anno / ora, minuti, secondi)
Figura 5: esempio di tabella località/fonti. Le fonti sono ordinate cronologicamente da sinistra (fonte contemporanea all’evento) a destra (fonte odierna). |
Nel caso della Località A la fonte “W”, contemporanea all’evento, riporta la notizia 1; questa viene raccolta dalla fonte intermedia “X” ma non dalla fonte “Y”. Infine la fonte odierna “Z” utilizza la stessa notizia 1 basandosi sulla fonte originaria “W” e su quella intermedia “X”.
Per la Località B sono due le notizie citate dall’autore contemporaneo. La fonte “X” non riporta alcuna informazione per la località citata, mentre la fonte “Y” (che nell’esempio non cita le sue fonti storiche) riporta solo la notizia 2 perdendo così memoria della notizia 3. L’autore della fonte “Z” invece, oltre a raccogliere il dato proveniente dalla fonte “Y”, identifica ed usa la fonte “W” contemporanea ed è in grado di riportare entrambe le notizie originali.
Il caso della Località C invece mostra come l’autore della fonte “Z” non sia stato in grado di ritrovare fonti contemporanee e deve quindi basarsi solo su fonti posteriori all’evento: la notizia 4 deve essere valutata attentamente in quanto non confermata da testimoni contemporanei all’evento.
Tale valutazione è stata eseguita per la Località D per la quale, l’autore della fonte “Z” scarta la notizia 6 citata solo dalla fonte intermedia “Y”, mentre utilizza la notizia 5 ripresa da tutte le fonti precedenti.
Un ulteriore strumento per la valutazione del contenuto informativo delle fonti storiche è il diagramma, adottato intorno al 1980 per le ricerche di sismica storica, denominato “albero delle fonti” (Figura 6). In questo caso le fonti vengono disposte cronologicamente, dall’alto verso il basso, partendo dalle più recenti procedendo a ritroso nel tempo. Ogni documento viene collegato graficamente a quelli esplicitamente citati dai vari autori quali fonti informative per le loro analisi: in questo modo è possibile descrivere in modo immediato il percorso seguito dalle informazioni, partendo da quelle redatte all’epoca degli eventi fino ad oggi.
|
Figura 6: esempio di “albero delle fonti”: partendo dai documenti più recenti (in alto), si ricostruiscono i rapporti bibliografici fino alle eventuali fonti contemporanee agli eventi (in basso). |
Normalmente per ogni evento naturale viene elaborato un singolo “albero delle fonti” ma, per eventi particolarmente complessi sia per numero di località colpite, sia per numero di fonti consultate, è più indicato redigere diversi diagrammi scegliendoli in modo da evidenziare gli eventuali punti di criticità nella diffusione dell’informazione nelle singole località o nel corso del tempo.
L’esempio riportato in Figura 6, basato su quanto mostrato nella tabella località/fonti di Figura 5, mette in risalto come le notizie relative alle Località A, B e D provengono da fonti contemporanee all’evento e, parallelamente, evidenzia i problemi di attendibilità delle notizie relative alla Località C.
La fase interpretativa delle informazioni storiche, eseguita mediante il confronto con le definizioni date dalle scale di intensità degli eventi naturali (ad esempio le scale macrosismiche), permette la parametrizzazione degli effetti locali e la ricostruzione analitica degli eventi.
3.1.3. Sintesi delle informazioni
Da questa analisi è possibile sintetizzare le informazioni storiche, compilando un quadro generale dei singoli eventi naturali che, oltre alla tipologia di evento, la data e l’area geografica colpita, evidenzi la distribuzione dei danni e l’evoluzione temporale dell’evento stesso. Nella Figura 7 viene mostrato un esempio di sintesi delle informazioni storiche relative ad un evento di piena che ha colpito i bacini dei fiumi Tevere ed Aniene nel 1959.
Progetto AVI - Catalogo delle informazioni sugli Eventi di Piena
Informazioni
generali sull'evento
Cause
innescanti
Informazioni
idrologiche
Informazioni
sui danni Figura 7: esempio di sintesi delle informazioni storiche relative ad uno specifico evento naturale. Dal Sistema Informativo sulle Catastrofi Idrogeologiche (SICI), Archivio del Progetto AVI – Aree Vulnerate Italiane. Gruppo Nazionale per la Difesa dalle Catastrofi Idrogeologiche. Url: <http://www.gndci.pg.cnr.it/si/welcome_it.htm>. |
Sulla base di queste ricostruzioni è possibile stilare le storie ambientali locali, indispensabili per la realizzazione di corrette analisi di pericolosità. La successiva Figura 8 mostra la successione di eventi franosi che è stato possibile identificare per l’area del comune di Piazza Armerina in provincia di Enna.
|
Regione -
Sicilia
|
Inoltre, tali informazioni sono fondamentali per l’interpretazione e la parametrizzazione degli eventi storici mediante l’uso, ad esempio nel campo della sismica storica, delle scale di intensità macrosismica.
3.2. Analisi storico-architettonica
Nella valutazione del livello di vulnerabilità di elementi architettonici o urbanistici soggetti a rischi ambientali è molto importante descrivere dettagliatamente le caratteristiche tecnico-strutturali e la storia delle sollecitazioni meccaniche cui sono stati sottoposti nel corso del tempo.
Tali informazioni possono essere raccolte sia mediante il sopralluogo e la schedatura diretta, sia mediante ricerche storico-documentarie.
Raccolta diretta di informazioni utili per la valutazione dell’esposizione e della vulnerabilità; a questo proposito si possono segnalare:
la metodologia messa a punto in ambito sismologico dal Gruppo Nazionale per la Difesa dai Terremoti (GNDT)[1] che prevede due livelli di rilevamento: un primo livello relativo alla localizzazione, geometria, età e tipologia strutturale: un secondo livello focalizzato alla valutazione della vulnerabilità degli edifici, basato sulla valutazione del sistema resistente, delle fondazioni, delle murature o delle tamponature, dello stato di conservazione
a metodologia e gli strumenti realizzati dall’Istituto Centrale per il Restauro nell’ambito della redazione della Carta del Rischio del Patrimonio Culturale[2]
Ricostruzione, basata sull’analisi di fonti storico-documentarie, delle fasi edificatorie, delle diverse destinazioni d’uso, delle modifiche ed integrazioni strutturali, dei restauri eseguiti nel corso del tempo, e così via
Nel presente capitolo ci occuperemo di quest’ultimo aspetto dell’analisi storico-architettonica, l’analisi mediante fonti storico-documentarie, per il quale si utilizzano metodologie e procedure di ricerca simili a quelle precedentemente descritte per gli studi di pericolosità ambientale.
3.2.1. Informazioni desumibili dalla ricerca storica
Le informazioni storiche reperibili variano a seconda degli elementi considerati; sotto questo aspetto possiamo identificare due tipologie principali:
a) Elementi urbanistici e centri storici.
In questo l’attenzione sarà focalizzata sulla ricostruzione delle modalità di sviluppo urbanistico nel corso del tempo, l’evoluzione del modellamento morfologico eventualmente nascosto dall’opera di urbanizzazione, la datazione delle diverse aree urbanizzate, la variazione delle tecniche edilizie e dei materiali usati nel corso del tempo.
b) Beni monumentali o singole strutture di interesse culturale.
Obiettivo della ricerca sarà la ricostruzione, e relativa datazione, delle fasi di realizzazione, delle modifiche apportate rispetto ai progetti originari, della successione di danneggiamenti subiti dall’opera nel corso del tempo e le relative opere di restauro, di fatti o situazioni che possano aver indotto lesioni, discontinuità ed aree di debolezza strutturale, non rilevabili a vista, la cui identificazione richiederebbe approfondite ed onerose analisi in sito o di laboratorio.
3.2.2. Percorso della ricerca storica
Il processo di indagine che viene utilizzato, è del tutto confrontabile con quello da adottare per le analisi storiche di pericolosità ambientale. La differenza risiede nel diverso punto di vista dal quale si affronta l’oggetto della ricerca: non più specifici intervalli di tempo in determinate aree geografiche (ad esempio la data di un alluvione ed i bacini idrografici interessati), ma ben precisi manufatti o aggregati urbanistici per tutto il corso della loro storia.
Sotto questo aspetto, risulta ancor più importante la ricostruzione delle variazioni nel contesto amministrativo, politico, economico e sociale che possano aver avuto una qualche influenza sui beni oggetto di analisi.
Oltre alle classiche ricerche bibliografiche relative agli studi eseguiti in passato, con particolare attenzione alla raccolta dei dati tecnici relativi all’opera, lo studio dovrà interessare anche:
Archivi (statali o di altra pubblica amministrazione, ecclesiastici, privati, ecc.), per i beni di loro competenza;
Archivi delle Sovrintendenze nei quali sono conservate le schede che riassumono la storia conosciuta dei singoli beni culturali di loro competenza, compresa la successione e la descrizione tecnica degli eventuali restauri cui le opere sono state sottoposte nel corso del tempo.
_______________________________________
[1] Vedi le pubblicazioni disponibili sul sito all’Url: <http://gndt.ingv.it/>, in particolare le schede di rilevamento all’Url: <http://gndt.ingv.it/Strumenti/Strumenti_home.htm>.
[2] Vedi il sito dell’Istituto Centrale per il Restauro all’Url <http://www.icr.beniculturali.it/>, in particolare alla pagina <http://www.icr.beniculturali.it/rischio00.htm>