2.      PIANIFICAZIONE DELLA RICERCA STORICA

 

 

Indice Fascicolo I

 

In questo paragrafo sono esaminati due diversi metodi di pianificazione e di approccio alla ricerca di dati storici.

2.1.  Metodologie

Un primo approccio alla raccolta di dati storici si basa essenzialmente su notizie raccolte da Internet (AVI, GNDT, ecc.) e nell’ambito delle pubblicazioni più conosciute del settore. All’indiscusso vantaggio di risparmio in termini di tempo e di costi del personale – la ricerca può essere effettuata anche da personale non particolarmente esperto nel settore delle ricerche bibliografiche e/o archivistiche – si ha, come risultato, una ricerca non molto approfondita e dettagliata degli eventi, talvolta non del tutto affidabile, in grado tuttavia di fornire indicazioni di massima sia sulla tipologia di rischio ambientale, sia della massima intensità per categoria di eventi in una determinata area geografica.

Per  un'indagine di tipo più analitico, oltre alla ricerca di dati prevista nella fase precedentemente descritta, è necessario un approfondimento sia nella ricerca di notizie, sia in termini di analisi filologica e di affidabilità delle notizie raccolte. In questo caso la ricerca deve necessariamente essere condotta da personale esperto, con un maggior dispendio quindi in termini di tempo e di costo del personale ma con un prodotto di maggiore dettaglio e affidabilità, in grado quindi non solo di soddisfare le necessità già esposte ma anche di fornire altri elementi di dettaglio quali per esempio: l’intensità dell’evento, i danni, il numero di vittime, i tempi di ritorno, ecc.

La scelta delle metodologie da adottare varia quindi in base alle diverse esigenze da affrontare e alla disponibilità sia di risorse economiche, sia del personale (vedi Figura 1).

Tipi di approccio

I fase di ricerca

II fase di ricerca

III fase di ricerca

Risultati

Pregi e limiti

Analisi del conosciuto

Cataloghi, Internet, ecc.

No

No

Lista degli eventi;
descrizione degli effetti eseguita sulla base degli autori precedenti.

Minori costi in termini di tempo e di personale impiegato. Minore affidabilità dei dati raccolti

Approccio al territorio

Cataloghi, Internet, ecc.

Ricerche Bibliografiche, ricerche d’archivio

Analisi e critica sull’affidabilità dei dati raccolti

Lista degli eventi.
Notizie particolareggiate degli eventi (descrizione dei danni, delle vittime, ecc.)
Possibilità di nuovi dati per nuovi eventi censiti

Maggiore dispendio in termini di tempo e di costo del personale. Maggiore affidabilità dei dati raccolti.

Figura 1: Metodologie per la ricerca storico-ambientale.

Prescindendo dal tipo di evento su cui occorre raccogliere dati, il primo passo da intraprendere, per la conoscenza dei pericoli gravanti su una determinata regione, si basa su una semplice raccolta di tutti i dati disponibili, già presenti e pubblicati. Generalmente questa prima fase consiste, specie per gli eventi sismici, in una semplice raccolta di dati desunti da cataloghi già pubblicati. Ciò permette, con un minor costo di tempo e denaro, di inquadrare in linea di massima la situazione di una determinata zona in termini di eventi naturali. Tuttavia proprio in questa prima fase possono nascondersi delle insidie; spesso, infatti, nella bibliografia di questi cataloghi sono riportati titoli di altri cataloghi, rendendo così possibile il cosiddetto “errore a grappolo”[1], in altre parole l’errore presente in un primo catalogo, per esempio: errata località, o data, o tipo di evento, o intensità, può essere ripetuto in cascata nei cataloghi successivi che lo hanno preso come riferimento, falsando, talvolta in modo considerevole, l’affidabilità degli stessi dati raccolti.

E’ necessario quindi un esame critico di tutte le notizie raccolte e, per ognuna di esse, individuare la fonte primaria, sia per verificarne successivamente l’attendibilità, sia per aggiungere, per esempio, nuovi elementi o evidenziare talune contraddizioni tra gli stessi cataloghi. A questa fase si possono poi aggiungere altri dati raccolti da fonti diversificate come Internet, cronache locali e così via.

I dati, così raccolti ed esaminati, possono, in taluni casi, costituire già una base per la conoscenza del territorio e, nel caso siano ancora insufficienti, un buon punto di partenza per ulteriori indagini.

In quest’ultimo caso, le ulteriori ricerche devono essere svolte, necessariamente, previa una pianificazione del lavoro che consiste principalmente nei seguenti passi:

  1. Elenco degli eventi noti

  2. Bibliografia delle fonti (cataloghi) e degli eventuali e ulteriori riferimenti bibliografici

  3. Ricerca di nuove informazioni e di nuove fonti informative presso biblioteche, archivi, catasti, sovrintendenze ecc.

Se per la ricerca attraverso cataloghi si richiede un minimo di esame critico delle fonti considerate utili, in questa fase non solo diventa necessario l’esame critico delle fonti ma addirittura essenziale anche una conoscenza del periodo storico esaminato e degli autori.

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[1] Marc Bloch, Apologia della Storia, Torino, 1981.

 

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