5. ORGANIZZAZIONE  DEL  DATO  STORICO

5.1.   Catalogazione delle fonti

5.2.   Organizzazione di Banche Dati

Indice Fascicolo I

 

 

5.      ORGANIZZAZIONE DEL DATO STORICO

Una ricerca storica efficace non può trascurare la fase di organizzazione e diffusione dell’informazione. A questo proposito si forniscono alcune indicazioni sui principali metodi di catalogazione bibliografica e sulla organizzazione dell’informazione storica in Banche Dati da realizzare mediante strumenti informatici.

In linea generale una metodologia di catalogazione delle informazioni bibliografico-archivistiche utile in campo storico-ambientale, deve basarsi sulla descrizione dei seguenti elementi:

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5.1   Catalogazione delle fonti

Le procedure di catalogazione del materiale documentario si basano sulla descrizione di tutti gli elementi che concorrono alla identificazione univoca del documento. Tra gli standard messi a punto negli ultimi anni si ricordano quelli riconducibili alle ISBD (International Standard Bibliographic Description) dell’IFLA – International Federation of Library Associations. Senza entrare in dettagli che esulano lo scopo del presente lavoro[1], si ricorda che i principali elementi che concorrono alla descrizione bibliografica sono:

A questi elementi prettamente biblioteconomici, vanno aggiunte le classificazioni dei documenti basate sul loro contenuto, che concorrono alla cosiddetta classificazione per soggetto. Sotto questo aspetto ci si può riferire alla Classificazione Decimale Dewey, la Classificazione Decimale Universale, e così via. Ulteriori informazioni, comprese quelle relativa al problema della classificazione delle risorse in Internet, possono essere rintracciate presso il citato sito Web dell’Associazione italiana Biblioteche all’indirizzo <http://www.aib.it/aib/lis/lpi16c.htm>, con la sezione dedicata ai problemi di classificazione bibliografica.

Documento

Formato della citazione bibliografica

Iaccarino E., Molin D., 1978. Raccolta di notizie macrosismiche dell’Italia Nordorientale dall’anno 0 all’aprile 1976. CNEN RT/DISP(78)7, Roma.

BARATTA M.:I terremoti d’Italia. Saggio di storia, geografia e bibliografia sismica. Torino, Fr.li Bocca, 1901.

Margottini C., Molin D., 1983. Risultati preliminari delle ricerche di sismica storica condotte nell’Appennino tosco-emiliano. ENEA RT/PAS/ISP BR(83) 2, Roma.

BARATTA M.: I TERREMOTI D’ITALIA. SAGGIO DI STORIA, GEOGRAFIA E BIBLIOGRAFIA SISMICA. TORINO 1901.

Postpischl D., 1985. Catalogo dei terremoti italiani dall’anno 1000 al 1980. CNR, Quaderni de “La Ricerca Scientifica”, n. 114, vol. 2B, Bologna.

BARATTA M.
I terremoti di Italia
Torino, Bocca, 1901


Figura 12: differenti formati per la descrizione bibliografica dello stesso documento, così come citati in testi diversi.

Una particolare attenzione deve essere data alle modalità di descrizione delle singole fonti: in Figura 12 ad esempio, la stessa fonte viene descritta in tre modi diversi. Se le tre diverse descrizioni bibliografiche venissero immesse così come sono in un sistema informatico, una ricerca basata sul nome “BARATTA” fornirebbe tre risultati distinti, relativi allo stesso documento.

Alcuni standard per la catalogazione informatica delle fonti documentarie sono quelli che di riferiscono ai formati di schedatura in Unimarc (Universal Marc format) o in Usmarc (United States Marc), sviluppati sulla base di quelli creati, a partire degli anni Settanta, dalla Library of Congress. (Url: <http://www.loc.gov/>). Per le fonti di tipo archivistico è stato sviluppato il linguaggio Ead (Encoded archival description) un linguaggio di marcatura dedicato appunto alle fonti archivistiche (per approfondimenti, vedi <http://www.loc.gov/ead/>). A questi si affiancano quelli derivati dalle regole di catalogazione ISBD sopra menzionate. Nella Figura 13 viene riportato un esempio di schedatura bibliografica mediante lo standard ISBD.

 

Presentazione in Formato ISBD

Baratta, Mario <1868-1935>

ISBD:

I terremoti d'Italia : saggio di storia, - Sala Bolognese : A. Forni, 1979. - 950 p., [2] c. di tav. ripieg. : ill. ;  21 cm (( - Ripr. facs. dell'ed.: Torino : Bocca, 1901

Livello bibliografico:

Monografia

Tipo documento:

Testo a stampa

Nomi:

Baratta, Mario <1868-1935> 

Soggetti:

Terremoti - Italia - Sec. 1.-19.

Classificazione:

361.5 - 

Paese di pubblicazione:

IT

Lingua di pubblicazione:

ita


Figura 13: esempio di catalogazione bibliografica mediante gli standard ISBD (dal sito della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, Url: <http://www.bncrm.librari.beniculturali.it/>).

 

Un aspetto particolare della descrizione di fonti storico-documentarie è rappresentato dalla citazione bibliografica. Anche in questo caso esistono numerosi metodi e stili di citazione bibliografica[2], per cui non sembra utile approfondire l’argomento. E’ comunque bene ricordare che l’ambito nel quale viene condotta la ricerca storica può indirizzare nella scelta del modello di citazione bibliografica. Ad esempio se si esegue uno studio destinato alla pubblicazione su di una rivista, normalmente l’editore adotta uno stile di citazione bibliografica comune a tutti gli articoli.

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5.2. Organizzazione di Banche Dati

L’avvento dell’informatica ha reso disponibile uno strumento molto potente e flessibile per la raccolta, gestione e diffusione delle informazioni; parallelamente sono sorti alcuni problemi nella definizione ed immagazzinamento dei dati descrittivi delle fonti storico-documentarie.

Il recente sviluppo dei motori di Data Base di tipo relazionale, caratterizzati dalla possibilità di scindere il contenuto informativo che si vuole memorizzate il differenti aggregati omogenei, detti “tabelle” o “tavole”, collegati tra loro mediante indici univoci, ha consentito la progettazione e realizzazione di Banche Dati che possono essere interrogate mediante differenti chiavi d’accesso, consentendo agli utenti finali un accesso all’informazione molto libera.

Nello schema di sistema informatico riportato in Figura 14, l’utente può accedere al contenuto informativo mediante:

 

Figura 14: esempio di struttura per Banca Dati di informazioni storiche.

                                               

Strutture di questo tipo, oltre a consentire un’ampia possibilità di “navigazione” all’interno dei dati memorizzati, consentono una rapida gestione e diffusione delle informazioni storiche anche mediante l’uso delle reti informatiche, in particolare Internet.



[1] Per approfondimenti si rimanda alle pubblicazioni dell’IFLA – International Federation of Library Associations <http://www.ifla.org/index.htm> e dell’ICCU – Istituto Centrale per il Catalogo Unico <http://www.iccu.sbn.it/>. Inoltre, un buon punto di partenza è rappresentato dal sito Web dell’Associazione Italiana Biblioteche, all’indirizzo <http://www.aib.it>.

[2] Vasta è la bibliografia sull’argomento: alcune risorse sono consultabili nel sito dell’Associazione italiana biblioteche, alla sezione Contributi (<http://www.aib.it/aib/contr/contr.htm#cita>).

 

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