Riccardo Scipinotti UTA
Samuele Pierattini DTE-ICT


L’ENEA, nell’ambito delle attività del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA), ha il compito dell’attuazione delle Spedizioni antartiche e, fra i compiti logistici necessari, c’è quello di garantire l’infrastruttura informatica delle Basi italiane.

Nel corso della XXXIII campagna antartica (2017-2018) l’Unita Tecnica Antartide (UTA) di ENEA ha iniziato una sperimentazione per l’utilizzo dei droni nelle Basi come ausilio per svolgere le attività sia logistiche che scientifiche. Nel corso della XXXIV tale sperimentazione si è conclusa con successo ed è stato istituito il “Servizio Droni” che, oltre a garantire l’acquisizione di immagini e video nello spettro del visibile e termico, offre anche l’elaborazione delle immagini tramite tecniche fotogrammetriche e post-processamento per la realizzazione di immagini Gigapixel e dati GIS.

Per consentire l’erogazione di questo Servizio presso la Stazione Mario Zucchelli Station (MZS), nell’ambito della collaborazione tra la divisione ENEA DTE-ICT e UTA è stato installato un cluster di calcolo HPC. Questo cluster era parte dell’infrastruttura di calcolo ENEAGRID denominata “CRESCO3”, ed è costituito da 2 cestelli (Cluster A e Cluster B) montati su macchine TwinSquare SuperMicro avente ciascuno 4 nodi e doppia alimentazione PDU. Ogni nodo ha 64 GB di RAM e 2 socket AMD Opteron 2.4 GHz da 12 cores l’uno per un totale di 24 cores. Completano la configurazione 3 dischi fissi da 500GB SATA2 installati per ogni nodo. Tutti gli 8 nodi sono dotati di schede grafiche dedicate NVIDIA con 2GB di memoria; il Cluster A monta il modello K620 e il Cluster B il P620. Di seguito sono riportati i dettagli dei due Cluster:

Cluster A

Nodo installato nella XXXIII campagna (2017-2018) e dedicato ad attività fotogrammetriche utilizzando il software Agisoft Photoscan. I 4 nodi sono cosi configurati:

- S.O. CentOS 7.0;

- NFS per la condivisione dei files tra i nodi;

- Agisoft Photoscan 1.2.6 / 1.4.1;

- Ffmpeg per l’estrazione dei frames dai video.

 

Cluster B

Nodo installato nella XXXIV campagna (2018-2019) dedicato all’utilizzo di Software Windows e applicativi per l’elaborazione di immagini e video oltre a costituire un “backup” Hardware/Software. I nodi sono cosi configurati:

Nodo 1) S.O. Windows server 2012R2 con installati QGIS 2.8.28, “Image Manipulator” e “CloudCompare”;

Nodo 2) S.O Ubuntu 18 con installate le librerie di Computer Vision open source “OpenCV”;

Nodo 3) S.O. CentOS 7.0 / 7.3

 

 


Il cluster HPC installato presso la Base Mario Zucchelli Station.

 

L’accesso all’infrastruttura, sia per le applicazioni grafiche/interattive che di calcolo e storage avviene da remoto tramite il software Thinlinc (client e web) per il cluster A e, in generale, per i nodi Linux con il nodo cresco3x057, front-end dell’intero cluster.

Per il nodo Windows l’accesso avviene tramite Desktop Remoto, configurato per permettere alle applicazioni di accedere alla scheda grafica. Un ulteriore cestello con 2 nodi, sempre facente parte dell’infrastruttura CRESCO3, è stato installato presso il CED di ENEA-Bologna come sistema di test da usare in preparazione delle spedizioni antartiche.

Nel corso delle precedenti 2 campagne in cui i Cluster HPC sono stati installati e configurati, le attività logistiche e scientifiche che hanno usufruito del sistema sono:

 

 

DEM e Ortofoto dello stato attuale dell’avio pista 1650mx80m @200 Risoluzione 1.62cm/px.

Stima volumi da movimentare e quote dell’area parcheggio.

 

 

 

 

DEM, Ortofoto e modello 3D dell’area “Oasi” 150mX150m @150m Risoluzione 1.2cm/px

 

 

 

Gigapixel Image – Pinguinaia di Edmonson Point e Adelie Cove

 

 

Il Cluster HPC installato presso la Base italiana in Antartide si è dimostrato un valido supporto alle attività scientifiche e logistiche, grazie anche al supporto del personale presente in Base che è specializzato nell’acquisizione dei dati, nella post-elaborazione e nella gestione si tutta l’infrastruttura. Questo, ha garantito la velocizzazione dell’elaborazione dei dati acquisiti durante la campagna e ha consentito di ottenere, in poco tempo, una prima analisi direttamente in Antartide. Poter disporre, infatti, di uno strumento affidabile in grado di fare complessi calcoli in un tempo rapido, se confrontato con i mezzi convenzionali, si è dimostrato vantaggioso poiché consente di avere risultati direttamente in Spedizione e di correggere, così, eventuali problemi che si sarebbero evidenziati solamente una volta rientrati in Italia.