PROGETTO ENEA-CRESCO

 

DOCUMENTAZIONE TECNICA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

Sommario

Introduzione. 3

Sistema di supercalcolo HPC.. 4

Sezione 1. 4

Sezione 2. 7

Sezione 3. 11

Sezione 4. 14

Reti di connessione. 14

Sottosistema a dischi ad alte prestazioni e tape library. 26

Componenti Software. 42

Sistema di sicurezza. 55

Sistema di alimentazione e di continuità. 56

Allegati 58

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Introduzione

 

Il sistema di supercalcolo fornito è  composto da quattro sezioni computazionali, tutte installate nella sala macchine della sede ENEA di Portici:

 

- SEZIONE 1 : cluster costituito da  nodi IBM x3950 M2

- SEZIONE 2: cluster costituito da  256 nodi IBM

- SEZIONE 3: cluster costituito da 4 blade server IBM QS21, basati su processore IBM CELL

- SEZIONE 4: cluster costituito da macchine x3755 dedicate

 

 

Si cerca nel presente documento di riassumerne la composizione in modo descrittivo, approfondendo solo alcuni aspetti, al fine di introdurre i documenti  tecnici che riportano in modo dettagliato la struttura di ogni singola macchina implementata e della infrastruttura considerata con un alto livello di dettaglio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sistema di supercalcolo HPC

 

Sezione 1

La sezione 1 è composta da 42 nodi di calcolo di cui riportiamo in modo riassuntivo le caratteristiche

 

            34 nodi (3850 M2)

- 4 processori Xeon Quad Core 2.4GHz (16 core)

            - 32GB di memoria RAM DDR2 (2GB per core)

                        - 2 dischi SAS da 73,4 GB 10K

                        - 1 Cisco Single-port 4X DDR IB PCI-E HCA

            - Doppia connessione ad 1 Gbit Ethernet 

- Sistema di controllo integrato per l’ottimizzazione dell’assorbimento elettrico in funzione del carico

                        - Alimentazione ridondata

                        - Connessione al sistema storage ad alte prestazione tramite la rete Infiniband 4X

8 nodi:

                        - 4 processori Xeon Quad Core 2.4GHz (16 core)

            - 64GB di memoria RAM DDR2 (4GB per core)

\                       - 2 dischi SAS da 73,4 GB 10K

            - 1 Cisco Single-port 4X DDR IB PCI-E

            - Doppia connessione ad 1 Gbit Ethernet 

- Sistema di controllo integrato per l’ottimizzazione dell’assorbimento elettrico in funzione del carico

            - Alimentazione ridondata

            - Connessione al sistema storage ad alte prestazione tramite la rete Infiniband 4X

 

 

La Sezione  comprende inoltre:

            4 server di front end x3650 (Scheda) con 2 processori Quad Core 2,33 GHz (8 core) con 2 Gb di ram

            4 server di front end grafico x3655 (Scheda) con 2 processori Dual core 2 GHz (4 core) con 2 Gb di ram

            4 server x3650 con 2 processori Dual core (4 core) 1,8 GHz con 8 Gb di ram adibiti alla gestione dei file system GPFS

            3 server x3650 con 2 processori Quad core 2,00 GHZ con 8 Gb di ram adibiti alla gestione del sw di backup

            6 server x3650 con 1 processore Dual core 1,87 GHz con 2 Gb di ram adibiti a server per le installazioni distribuite e come server licenze e server per il sw IBM Director

             15 server x3550 (Scheda) con 1 processore (1 core) con un Gb di ram

            2 server x3550 con processore Quad core 2,00 Ghz con 3 Gb di ram adibiti a file server Afs, collegati via SAN ad uno storage DS4200

 

                       

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sezione 2

IBM BladeCenter H , all’interno di un rack, occupa  9 unità offrendo la possibilità di ospitare, al suo interno, sino a 14 blade servers, ma anche tutte le funzionalità di I/O, alimentazione e raffreddamento dei sistemi.

Le due unita’ aggiuntive rispetto al Bladecenter classico sono necessarie ad ospitare ulteriori funzionalita’ switching High-Speed, particolarmente indicate per il mondo High-performance, oppure switch “legacy” LAN/FC aggiuntivi. E’ chiaro che il BC-H presenta le stesse caratteristiche nelle applicazioni in cui e’ normalmente utilizzato il Bladecenter, come:

  • server consolidation;
  • dynamic Web serving;
  • application service providers;
  • cluster Linux;
  • calcolo scientifico e parallelo;
  • terminal serving e Active directory services;

rendendosi adatti a soluzioni Citrix, Lotus Notes e Microsoft Exchange. Di seguito le principali funzionalità e tecnologie innovative implementate nel BladeCenter H:

  • design da 9 unità;
  • fino a 14 Blade Servers QS21;
  • fino a 4 BC-H in un rack 42 unità;
  • fino a 8 switch “legacy” (Ethernet, FC, Infiniband 1x ecc.), fino a 4 switch “High Speed” Infiniband 4x o 10Gb Ethernet, fino a 4 “Bridge Modules” Ethernet o FC;
  • tutti gli switches possono coesistere all’interno dello stesso chassis e sono intercambiabili tra gli chassis. Gli switch “High Speed” e i “Bridge Modules” sono utilizzabili solo sul BC-H;
  • componenti ridondati ed hot-swap per i seguenti sottosistemi: alimentatori, ventole di raffreddamento, connessioni Ethernet e Fibre Channel;
  • PFA su Processori, Memoria, Dischi, Ventole e Alimentatori
  • Advanced Management Module (AMM) per console locale e remota e gestione web-based, opzionalmente ridondante;
  • IBM Director e Remote Deployment Manager (RDM) per gestione centralizzata e deployment remoto;
  • Media Tray che include 1x Hot-swap USB 2.0 DVD-ROM/CD RW, 2 porte USB 2.0 frontali, switch KVM per i 14 Blade server integrato nell’ Advanced Management Module. Opzione per virtualizzare (c-KVM e c-Media) e permettere l’accesso simultaneo,  locale  e remoto, al KVM e al Media Tray (opzione da acquistare sulla singola Blade);
  • porta RS-232 della singola Blade accessibile sul retro tramite breackout cable (opzionale).

 

BladeCenter H offre maggiori prestazioni grazie a fabric finoa  10Gb, alimentatori più potenti ed un sistema di raffreddamento più efficiente. Si tratta quindi della piattaforma ideale per eseguire applicazioni critiche che necessitano di elevate prestazioni.

Fino a 4 chassis possono essere ospitati in un rack da 42 unit, limitando moltissimo l’ingombro di (fino a) 56 servers in un solo rack; anche il cablaggio risulta essere notevolmente ridotto, in quanto tutto il rack, nella massima configurazione, richiede di 2 cavi di alimentazione, le connessioni ethernet (fino a 24 per chassis) e FC (fino a 12 per chassis.

Il Media Tray è un’unità hot-pluggable che contiene una scheda di interfaccia e un DVD-ROM. Montati sulla scheda di interfaccia ci sono due porte di tipo USB 2.0 e dei led (Light Path Diagnostics) che forniscono informazioni sull’intero sistema. Le stesse informazioni soin riportate sul retro come mostrato nella seguente figura (oltre che nell’ event Log dell’ Advanced Management Module). E’ presente inoltre una porta seriale con la quale comunicare con ciascun BladeServer.

Lo chassis del BladeCenter H IBM, analogamente al BladeCenter classico, può ospitare molte componenti hot-swap e ridondate, come ad esempio:

  • Alimentatori
  • Switch di rete
  • Moduli di management
  • Ventole di raffreddamento

La figura seguente riassume il posizionamento dei vari componenti sul retro dell’IBM BladeCenter H.

La figura seguente riassume il posizionamento dei vari componenti sul retro dell’IBM BladeCenter H.

 

 

 

 

Si compone di 256 nodi di calcolo IBM_HS21 con 2 processori Quad Core 2,33 GHz con 16 Gb di ram inseriti all’interno di 19  IBM BladeCenter H.

IBM BladeCenter H., all’interno di un rack, occupa  9 unità offrendo la possibilità di ospitare, al suo interno, sino a 14 blade servers, ma anche tutte le funzionalità di I/O, alimentazione e raffreddamento dei sistemi.

Le due unita’ aggiuntive rispetto al Bladecenter classico sono necessarie ad ospitare ulteriori funzionalita’ switching High-Speed, particolarmente indicate per il mondo High-performance, oppure switch “legacy” LAN/FC aggiuntivi e ventole e Alimentatori

Fino a 4 chassis possono essere ospitati in un rack da 42 unit, limitando moltissimo l’ingombro di (fino a) 56 servers in un solo rack; anche il cablaggio risulta essere notevolmente ridotto, in quanto tutto il rack, nella massima configurazione, richiede di 2 cavi di alimentazione, le connessioni ethernet (fino a 24 per chassis) e FC (fino a 12 per chassis).

Il Media Tray è un’unità hot-pluggable che contiene una scheda di interfaccia e un DVD-ROM. Montati sulla scheda di interfaccia ci sono due porte di tipo USB 2.0 e dei led (Light Path Diagnostics) che forniscono informazioni sull’intero sistema. Le stesse informazioni soin riportate sul retro come mostrato nella seguente figura (oltre che nell’ event Log dell’ Advanced Management Module). E’ presente inoltre una porta seriale con la quale comunicare con ciascun BladeServer.

Lo chassis del BladeCenter H IBM, analogamente al BladeCenter classico, può ospitare molte componenti hot-swap e ridondate, come ad esempio:

  • Alimentatori
  • Switch di rete
  • Moduli di management
  • Ventole di raffreddamento

La figura seguente riassume il posizionamento dei vari componenti sul retro dell’IBM BladeCenter H.

La figura seguente riassume il posizionamento dei vari componenti sul retro dell’IBM BladeCenter H.

 

 

 

La sezione è inoltre fornita di 4 server di front end x3650 con 2 processori Quad Core 2,33 GHz (8 core) con 2 Gb di ram e di 4 server di front end grafico x3655 con 2 processori Dual core 2 GHz (4 core) con 2 Gb di ram.

 

Sezione 3

 

Nell’ambito del progetto CRESCO è previsto lo sviluppo di specifici tool per l’utilizzo del Cell Processor, prodotto da IBM. Sono pertanto fornite 4 lame blade QS21 basate sul processore Cell Broadband Engine (BE).

 

Ogni singola lama QS21 è configurata come segue:

  • 2 CPU 3.2 GHz Cell Broadband Engine™ technology (Cell BE)
  • 1 GB 3.2-GHz XDR DRAM, 2 channels per processor
  • Dual Gigabit Ethernet port
  • Cisco Systems 4X Infiniband Expansion Card  for IBM BladeCenter
  • 40 GB IDE HDD
  • connessione al sistema storage ad alte prestazioni garantita in tecnologia Infiniband

 

Part Number

Description

 Qty

 

BladeCenter  QS21

 

079232G

QS21 Blade  (2 Cell BE Processors)

4

32R1760

Cisco Systems 4X Infiniband Expansion Card  for IBM BladeCenter

4

 

Il Blade QS21 costituisce una soluzione blade ad altissimo throughput, particolarmente indicata per applicazioni del tipo image processing, signal processing e graphics rendering applications.

Il Dual Cell-Based Blade 2 (DCBB2) dalla Mercury Computer Systems e’ un prodotto di seconda generazione basato sul processore Cell Broadband Engine (BE)  e sull’IBM BladeCenter.

Quattordici unita’ single-slot DCBB2 riempiono uno chassis BladeCenter H, fornendo una densità di processo maggiore di 1 TFLOPS per piede cubo.

Il DCBB2 ha due processori Cell BE. Ogni processore che ha una frequenza di 3.2 GHz ha 205 sigle-precision GFLOPS di performance nel vettore SPE (synergistic processing element), per un totale di 410 GFLOPS a blade.

 

                                  

 

Può supportare fino a 2 CPU 3.2 GHz Cell Broadband Engine™ technology (Cell BE). Questo nuovo tipo di processore, basato sulla tecnologia Power Architecture™, è stato sviluppato in collaborazione con IBM, Sony Corporation, Sony Computer Entertainment Inc., and Toshiba Corporation.

                        

 

Le principali caratteristiche tecniche del blade QS21 sono:

Dual Cell BE Processors

PPE core                              IBM® 64-bit Power Architecture™

L1 cache size                      32 KB instruction; 32 KB data

L2 cache size                      512 KB

SPEs                                     8

Local store                256 KB

Registers                  128 x 128 bits wide

EIB                 205 GB/s sustained aggregate bandwidth

Processor internal clock speed                3.2 GHz

Processor-to-XDR-memory bandwidth   25.6 GB/s

Processor-to-processor coherent interface       20 GB/s in each direction

Memory

XDR memory (each processor)

1 GB 3.2-GHz XDR DRAM, 2 channels per processor

DDR2 memory (each processor)

1 or 2 GB 667-MHz DDR2 organized as 2 VLP DIMMs per processor, 1 channel per DIMM

ECC support

Single-bit correct; double-bit detect on XDR and DDR2

Flash             32 MB

NVRAM         1 MB

Storage

Optional Serial Attached SCSI controller 300 MB/s

I/O Subsystems

Dual Gigabit Ethernet port connected to the midplane

Serial port                 Via midplane to rear of chassis

Serial over LAN       Via BladeCenter Advanced Management Module

Removable storage            BladeCenter MediaTray DVD/CD and USB ports

Expansion Option

High-speed daughtercard

InfiniBand 4X HCA Expansion Card

Additional expansion options are being qualified. Contact your Mercury sales representative

for details.

System Management

System management processor

Baseboard management controller

MultiCore Plus™ SDK Software (Optional)

(32/64-bit application support)

 

MCF (MultiCore Framework)                                PPE/SPE

TATL™ (Trace Analysis Tool and Library)         PPE/SPE

SAL (Scientific Algorithm Library)                                   PPE/SPE

PixL™ (Image Processing Algorithm Library)   PPE

MCPDIAG (MultiCore Plus Diagnostics)                       PPE/SPE

SPEAD-K (SPE Assembly Development Kit)   SPE

Linux operating system

Size

Length                       446 mm (17.6 in)

Width                                     245 mm (9.7 in)

Height                       29 mm (1.14 in)

The DCBB2 is a single-width blade server in a BladeCenter H 9U chassis.

Environmental

Ambient temperature                     5°C to 35°C

Humidity                               5-95% non-condensing

Altitude 3                              000 ft at 35°C

7000 ft at 32°C

Power

Total power                          380W

Conforms to BladeCenter Open Specifications

Compliance

European Directive 2002/95/EC

(RoHS 5/6 Server Exemption Directive)

 

I 4 blade QS21 sono alloggiati in un BladeCenter H.

 

Sezione 4

 

Definiamo sezione  4 le 10 macchine IBM x3755( Scheda) 4 processori AMD Dual core 3,00 GHz con 16 Gb di ram contenute nell’armadio 2I.

Queste macchine sono dotate di

·         6 schedeFPGA VIRTEX5 LX330.pdf, il relativo ambiente di sviluppo Xilinx ISA 9.1 ed i software di gestione;

·         4 schede grafiche NVIDIA Quadro FX 4500 X2

 

Description

 Qty

NVIDIA Quadro FX4500 X2

4

FPGA VIRTEX5 LX330

6

 

 

 

 

 

Tutte le sezioni presenti nella sala sono controllate localmente attraverso 3 Consolle collegate  alle macchine attraverso un sistema di KWM in cascata.

 

 Reti di connessione

 

 

Il sistema di calcolo offerto è connesso con le seguenti tipologie di rete:

-          rete InfiniBand 4X DDR no blocking per il calcolo e accesso ai dati a alte prestazioni;

-          rete Gbit/s per tutte le funzioni di calcolo e accesso ai dati a prestazioni limitate;

-          rete di servizio per le operazioni di gestione del cluster e dei sistemi storage;

-          rete 10 Gbit/s per la connessione al centro stella della rete LAN dell’ENEA di Portici

-          SAN per la connessione di tutti i sistemi dell’area dati ad alte prestazioni.

 

 

La figura seguente riassume lo schema a blocchi dei componenti e dei sistemi connessi:

 

 

L’architettura delle reti e’ stata disegnata tenendo in conto i seguenti punti qualificanti:

 

·         Rete Infiniband: 4X DDR (20Gbits per link) no blocking che connette tutti i nodi di calcolo della Sez 1 e 2, i GPFS Server,

·         Rete Gbit che connette ogni Server con due reti di dati e di calcolo e una rete di servizio preservando la separazione delle reti permettendo di mantenere fisicamente separate le reti

·         Rete di interconnessione alla LAN 10GbEth dell’ENEA

·         La SAN che connette al sottosistema storage DS4200 e alla tape library addetta al backup

Di seguito la lista delle macro componenti delle reti:

 

Infiniband (CISCO SFS 7000,7012,7024)

 

                        CISCO SFS 7024D 288 porte DDR

                        CISCO SFS 7000D 24 porte DDR

                        CISCO SFS 7012D 144 porte DDR

Gbit

                        CISCO Catalyst 3560 48p 10/100/1000

 

SAN

                        CISCO MDS 9124

                       

 

10GbEth

                        CISCO SFS 3504 10GbEth Module

 

Infiniband

 

 

La rete di IPC (Inter Process Communication) proposta garantisce una performace di 20Gbit/sec (4x) da ogni nodo computazionale. Per questa ragione e per garantire che la soluzione sia full non blocking e full bisection bandwidth la nostra scelta e’ caduta sull’utilizzo di switch Cisco Infinband  4x esterno per garantire ampliamenti dei vostri blade center  e garantire sempre  una performance di 20 gbit/sec

La nostra soluzione propone prodotti della famiglia Cisco. La scelta di Cisco e’ dovuta alla garanzia di perfomance ed affidabilita’ garantite da Cisco e da IBM confermate.

Cisco con IBM sta lavorando attivamente allo sviluppo sia dei nuovi prodotti per BladeCenter H che al miglioramento e sviluppo di drivers e firmware per questa tecnologia. Con l’acquisizione di Topspin, Cisco ha deciso di investire massicciamente in questo settore e lo dimostra la leadership nello sviluppo di OpenIB ed il rilascio dei drivers OFED in parallelo con quelli proprietari, oltre a lavorare attivamente nello sviluppo di nuovi cavi, componente delle soluzioni infiniband piuttosto delicata ad oggi.

Cisco inoltre ha partecipato alla realizzazione di 13 dei 20 cluster piu’ grandi basati su Infiniband e maggiori info sulle referenze possono essere trovate all’URL  http://newsroom.cisco.com/dlls/2006/prod_111406f.html, di cui citiamo

  • CINECA
  • TriGrid
  • Cybersar
  • Cometa
  • Sandia National Laboratories
  • the Air Force Research Laboratory Maui High Performance Computing Center,
  • Texas Advanced Computing Center at The University of Texas at Austin,
  • the College of Computing at Georgia Tech,
  • the University of Sherbrooke,
  • the University of North Carolina at Chapel Hill,
  • National Center for Supercomputing Applications,
  • the University of Oklahoma
  • University of Florida
  • Stanford University

 

In particolare Sandia National Laboratories Thunderbird Linux cluster e' classificato al 6 posto della Top 500 supercomputing list ed e' il piu grande cluster ad oggi realizzato con standard Infiniband.

 

Ad oggi i fornitori di Infiniband si relazionano con un unico fornitore di silicio, i chip utilizzati da Cisco, Voltaire e Silverstorm dipendono dal silicio realizzato da Mellanox da cui i produttori sopra menzionati acquistano le HCA. La differenza nelle varie soluzioni IB sul mercato e’ percio’fatta dai drivers e dal tipo di Systema di management utilizzato. Cisco ha realizzato un software,  chiamato Subnet Manager, molto efficace che riesce a gestire e monitorare tutta la rete Inifniband dei cluster permettendo un attento controllo ed il routing dei packages su un differente path, in caso di failure, in tempi ridotti, si pensi come esempio che in un cluster di circa 1280 compute nodes, composto da IBM BladeCenter H Cisco Infiniband 4x switches e SFS-7024  come second level switches, il subnet manager (SM) e’ in grado di ricalcolare on-the-fly il reroute dei pacchetti in un tempo di circa 2 secondi in caso di failure di un path (per esempio cavo rotto).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le specifiche  di Infiniband, presenti sul sito ufficiale IBTA  (http://www.infinibandta.org/home)  consentono un BER di 10-12 , Cisco supporta e qualifica il proprio HW con specs piu’ restrittive (10-15 BER), tradotto in termini pratici:  un BER di 10-12 corrisponde ad un rischio di  circa 1728 errori all’ora che si riduce a due errori quando si utilizzano prodotti Cisco come quelli da noi proposti nella nostra offerta. Nel caso di switch come il SFS-7024 completo di 288 porte DDR gli errori possibili possono essere circa 41 per ora a differenza di prodotti che si attengono strettamente alle specifiche IBTA che consentono circa 41472 errori all’ora, come evidenziato nella tabella seguente

 

Uno dei componenti fondamentali delle soluzioni infiniband e’ il Subnet Manager, Cisco ed IBM garanstiscono per questa soluzione un network fully managed in tutte le sue componenti, grazie al Subnet Manager software fornito a corredo della soluzione.

Le caratteristiche principali del Subnet Manager di Cisco sono le seguenti:

 

  • Unico nel mercato con support hot-standby
  • Capacita’ di “sweep” di 4600 nodi in 30 secondi
  • Supporto HA: se il master Subnet Manager dovesse avere un problema, si inneschera’ un meccanismo di failover del Subnet Manager per garantire la continuita’ del servizio.
  • Configurazione via CLI
  • Ricalcolo e load balancing dei package routes quando un cambio avviene un cambio nella topologia del network
  • Supporto di MultiPathRecord che nel caso di utilizzo di entrambe le connessioni presenti su ciascuna HCA, consente di non avere un SPOF.
  • Supporto di SNMP trap per permettere il management degli switch con i tools standard forniti dall’industria per la gestione degli altri prodotti Cisco.
  • Cisco SFS integra CiscoWorks  con il supporto di RME, DFM, NCM, TACACS.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Evidenziamo che la tecnologia DDR e’ ad oggi ancora giovane e non consolidata come la SDR; ad oggi esistono alcuni problemi di stabilita’ di performance dovuti a due “critical bug” trovati nel firmware di Mellanox che Cisco ha risolto decretando la stabilita’ e superiorita’ del prodotto Cisco verso la concorrenza.

Come gia’ accennato in precedenza, Cisco sta investendo risorse nello sviluppo di Infiniband, a seguito dell’acquisizione di Topspin. Come prova di questa affermazione ricordiamo che Cisco e’ uno dei maggiori contributori ad OFED ed OpenMPI che includono:

  • OFED’s core architecture (Roland Drier-CISCO)
  • IPoIB (Roland Drier-CISCO)
  • SRP (Roland Drier-CISCO)
  • Final upstream kernel integration to Linux (Roland Drier-CISCO)
  • OMPI (Jeff Squyres-CISCO)
  • Overall OMPI direction and feature setting for OFED (Jeff Squyres-CISCO).
  • QA on OFED (Scott Weitzenkamp-CISCO). 

 

Per la soluzione proposta consigliamo di utilizzare lo stack software (librerie MPI, drivers) proprietario fornito da Cisco che assicura, ad oggi, una maggiore stabilita’  e sicurezza rispetto alla versione OFED ancora in sviluppo.

Evidenziamo che la soluzione da noi proposta è totalmente Fully Managed in tutte le componenti Infiniband.

 

La soluzione da noi offerta offre  un’interconnessione a alta efficienza Infiniband 4X Topspin/CISCO.

IBM ha un accordo di collaborazione tecnologica con Myricom e il consorzio InfiniBand. Per quest’ultimo partecipa alla definizione dello standard e alla sua evoluzione (si veda www.infiniband.org) e ha inoltre stabilito con alcuni dei principali produttori di architetture di rete (Topspin/CISCO, Voltaire) una collaborazione tecnologica di lungo termine.

 

Tenuto quindi in conto lo specifico ambito applicativo di interesse per AUTOSTRADE  si e’ ritenuto particolarmente interessante proporre una rete di interconnessione Infiniband-4X (di seguito IB) che garantisca con il carico massimo di lavoro e con l’aumentare della potenzaq di calcolo le perfomance di 20 gb/s .

Come e’ noto IB e’ uno standard che si e’ imposto da qualche hanno e sul quale sono convenuti i maggiori costruttori di soluzioni di rete, di sistemi storage e di architetture cluster. IBM integra e supporta IB in tutta la gamma dei Server, supporta lo sviluppo dei driver, del SW di gestione e dell’ambienti di programmazione parallela MPI. Ha inoltre completato, o sta completando, la migrazione di alcuni ambienti SW di gestione dei dati e di accesso efficiente ai propri sistemi storage sfruttando i protocolli di comunicazione nativa. L’utilizzo dei protocolli nativi consente di ottenere le maggiori prestazioni in termini di latenza e bandwidth, vicini a quelli limite dell’architettura stessa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Di seguito si riportano alcune chart da Topspin dove si evidenziano le peculiarita’ di IB rispetto a altre connessioni ad elevate prestazioni.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La disponibilita’ di specifici driver con l’interconnessione IB Topspin consente di sfruttare al meglio l’interconnessione tramite protocollo di programmazione MPI supportato in MPICH e MPICH2. Questi due ambienti saranno installati nei due clusters e verrano effettusate dei test di verifica di prestazione e di funzionalita’ in collaborazione con il personale dei due centri stess

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E’ altresi’ evidente che Blade Center H (BC-H) consentono di sfruttare a pieno le caratteristiche dell’interconnesione 4X e quindi ottenere valori di latenza e di throughput significativamente migliori.

Da notare inoltre che i BC-H supportano una rete Gbit ridondata che consente il cluster management e la comunicazione via LAN di tutte le Blades. Di seguito quindi un riassunto sintetico delle specifiche di interconnessione Gbit e Infiniband 4X specificatamente disegnate per questa realizzazione.

 

- 2 interfacce di rete distinte (non una singola dual port)  Broadcom BCM 5708S  ethernet 1 Gbit/sec

 

- 1 interfaccia di rete Cisco Systems 4X Infiniband DDR Expansion Card for IBM BladeCenter (questa scheda supporta 20Gbps bidirectional)

 

 

Chassis IBM BladeCenter H da 9 U con questi componenti di rete:

 

-       due switch layer 2Gb E Rame a 6 porte ciascuno 

-       un 4X Infiniband Copper Pass Thru Module

-       oppure   Due  Switch Infiniband  inseriti all’interno del Blade Center

InfiniBand 4X (10Gbps unidirectional, 20Gbps bidirectional) consente accessi  a bassa latenza (ordine dei 3 microsec.), elevata bandwidth (circa 1GByte/sec come valore di picco) e alta prestazione ad ogni nodo blade indistintamente dalla posizione fisica dove risulta collocato.

Il disegno di questo tipo di collegamento garantisce la scalabilità necessaria ad alti numeri di nodi concorrenti ad un cluster HPC. 

 

Le topologie dell’HPC network basato su infiniband puo’ variare in base alle performance necessarie ed al budget disponibile per tale componente del  cluster linux. Una configurazione full non blocking come quella proposta in questo documento consente la massima disponibilta’ della bandwidth di Infiniband 4x, le HCA utilizzate hanno una porta  4x che sfruttano la banda fornita  dal bus PCI-E 8x caratteristiche delle blades HS21..

Le applicazioni ed i server che fruiranno dell’infrastruttura di calcolo hanno le garanzie di adeguata sicurezza e privatezza

Il sistema di interconnessione proposto consente l’ integrazione fra tecnologie di connettività eterogenee per ottenere in sistema di rete unificato.

Il cablaggio per InfiniBand 4X consente anche il supporto per nuovi protocolli quali il 10Gb Ethernet piuttosto che l’8/10 Gb Fibra.

Non viene fatto uso di protocolli proprietari ma vige il rispetto degli standard internazionali, sia per i protocolli di rete impiegati, che per le infrastrutture passive.

 

Per quanto riguarda il collegamento Gbit – Rame del sistema di interconnessione High Performance Infiniband 4x  supporta banda fino a 10Gbit unidirectional e 20Gbit bidirectional.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sottosistema a dischi ad alte prestazioni e tape library 

Per il progetto CRESCO ha disegnato un’architettura SAN . L’infrastruttura in oggetto si compone di due Switch FC CISCO modello MDS 9124, ciascuno corredato da 24 porte FC4 e tutte le componenti ridondate (Power e Ventole) che rappresentano l’elemento centrale della Storage Area Network progettata.

Su questi due switches verranno collegati:

  • 4 connessioni FC verso la tape library
  • 2 connessioni FC verso il sistema storage ds 4200
  • 2 connessioni FC verso il server Master di BackUp
  • 4 connessioni FC verso i Media Server di BackUp
  • 4 connessioni FC verso i servers AFS

 

Per garantire quindi una configurazione Fault Tolerant ha ritenuto di ridondare oltre agli apparati switches anche tutte le connessioni FC tra le apparecchiature Storage e la S.A.N.

 

Altro elemento di valutazione nel progettare questa infrastruttura è stato creare da subito la integrazione tra i diversi protocolli di comunicazione  per permettere ad ENEA di avere una visione logica complessiva di tutta la infrastruttura consentendo l’utilizzo delle risorse a prescindere dal protocollo di comunicazione utilizzato.

 

I prodotti che saranno forniti per la realizzazione della soluzione sono :

 

Product                    Description                                                                     Qty 

 

2053-424  Cisco MDS 9124 Express for IBM System Storage                         1

    1010  9124 Second Power Supply                                                                 1                   

    4001  9124 8 Port Activation                                                                         2

    5434  FC 4 Gb SW SFP Transceiver - 4 Pack                                               4                   

    5605  5m 50u LC/LC Fiber Cable                                                               24                   

    9244  Power Cord CD12 (Italy)                                                                     2

 

2053-424  Cisco MDS 9124 Express for IBM System Storage                         1

    1010  9124 Second Power Supply                                                                  1                    

    4001  9124 8 Port Activation                                                                          2

    5434  FC 4 Gb SW SFP Transceiver - 4 Pack                                                4                   

    5605  5m 50u LC/LC Fiber Cable                                                                24                  

    9244  Power Cord CD12 (Italy)                                                                      2

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

DCS 9550

 

Il sistema DCS 9550 è composto da 1o 2 singlet controller che possono uniti insieme per formare un couplet controller che è in grado di fornire una performance di picco di 3.2 GB/s utilizzando 8 connessioni host .

 

Entrambi I controller lavorano in modalità active-active non solo al fine di garantire 8 connessioni host attive ma anche un tempo praricmante uguale a zero in caso di failover di.un controller . Nel backend del controller sono disponibili 20 connessioni FC per connettere I disk enclosure e garantire la banda elevata dal controller all’host.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


I cassetti dicsco alloggiano 16 meccaniche. E’ in previsione l’annuncio del cassetto con 48 dischi.

L’IBM DCS 9550 fornisce una implementazione RAID denominata DirectRAID che offre un elevato parallelismo distribuito sui dischi dei vari enclosures ed utilizza uno schema di tipo 8+1+1.

Di fatto vengono combinati ed utilizzati I lati positividelle protezioni RAID 3, RAID 5 e RAID 0. Come il RAID 3 viene utilizzato un disco per la parità all’interno del (8+1) parity group. Il DirectRAID fornisce elevatissime prestazioni per pesanti block-transfer – sia in READ che in WRITE – con nessun degrado di perfprmance in crippled mode, caratteristica importante nel caso si utilizzi un file system di tipo parallelo/shared. 

 

Come il RAID 5, il DirectRAID non esegue il lock sui drive spindle e consente al disco il re-order dei comandi per minimizzare la seek latency.

 

Più Raidsets (o Tiers) posono essere raggruppati in una singola LUN e fornire una funzionalità di tipo RAID 0. Queste PowerLUN possono coprire centinaia di dischi ed offrire un elevatissimo throughput (oltre 2800MB/s nel DCS).

 

Come si vede in figura I parity group (o "Tiers") di dischi sono formati da 9 drives (8+1) per volta, con fino a 112 drive hot spare.

 

Oltre alla parità singola RAID (8+1) il sistema può essere configurato in parità RAID doppia (8+2), ovvero RAID6.

 

 

Le caratteristiche distintive del DCS possono essere riassunte in :

 

  • Up to 2.8/3.0  GB/s per Read e Write
  • RAID 6 (8+2) Redundancy
  • No performance degradation in crippled mode
  • Partial rebuild capability
  • On the fly single bit error correction
  • High density 48 Bay enclosures (scales to 480TB in one 19” rack)
  • High density allows cost savings in power consumption and floor space
  • Drive queue reorders on the fly
  • Parity computed Real time on Reads and Writes, not just Writes
  • On the fly data correction
  • Huge back-end performance for low-impact rebuild, disk scrubbing
  • Unmatched amount of drives (up to 1120) behind one single controller
  • Large cache which allows to configure “LUN in Cache”
  • High level of redundancy

 

 

Il DCS 9550 si integra in una a rchitettura con più nodi server in un parallel file system grazie alla sua carattteristica di virtualizzare l’accesso alla singola LUN per server specifici. Sono anche supporte le funzioni di:

 

  • LUN Aliasing (virtualization)
  • LUN in Cache
  • LUN Masking
  • LUN Zoning by host WWN
  • LUN Zoning by Port
  • LUN Permissions
  • Read/Write
  • Read only
  • Zero capacity placeholder LUNs
  • LUN Cloning (directMirror)

 

 

Con DIRECTMON, un server connesso agli storage controller possono essere eseguite le operazioni di installazione, management, Remote logging, E-mail o Phone notification, etc...

 

Il sistema DCS può essere configurato sia via CLI che attraverso la GUI (opzionale) .

 

 

Informazioni aggiuntive possono essere trovate presso il sito

http://www-306.ibm.com/common/ssi/fcgi-bin/ssialias?subtype=ca&infotype=an&appname=iSource&supplier=897&letternum=ENUS107-294 .

 

CONFIGURAZIONE DCS9550 PER ENEA-CRESCO

 

.

La configurazione DCS9550 offerta presenta le seguenti caratteristiche ambientali.


 

Un sistema con 20 enclosure occupa 2 rack e presenta una configurazione come quella riportata in figura (RAID singolo).

 

 

 

Caratteristiche di merito preferenziali relative al sistema di dischi ad alte prestazioni offerto:

 

Caratteristiche di merito preferenziale

IBM DCS 9550

Attivazione delle connessioni IB con la sez 2

Attivabile

Una uguale velocità in lettura e scrittura

uguale velocità di lettura e scrittura

La verifica della parità in scrittura e lettura

La verifica della parità avviene sia in lettura che in scrittura

Il livello di degrado delle prestazioni nella fase di ricostruzione del dato espresso in percentuale di degrado rispetto al valore delle prestazioni di picco

Il livello di degrado in fase di ricostruzione del dato è percentualmente trascurabile

La potenza elettrica necessaria al funzionamento e l’eventuale presenza di funzioni sleep mode

La potenza elettrica per l’intero sistema è di 8712 watts/h consente l’attivazione del funzionamento in Sleep Mode

La possibilità di avere dischi con diverse capacità (500Gb e 1000Gb) sullo stesso controller

500, 750 e 1000Gbyte sullo stesso controller

Capacità grezza minima 120TB

160 TB

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La configurazione comprende 32 Tier con doppia parità composto ciascuno da 10 dischi ( vedi ABCDEFGHPS ).

 

 

DCS9550[1]: tier

 

                               Tier Status

 

                         Space

             Capacity  Available     Disk

Tier Owner   (Mbytes)   (Mbytes)    Status                LUN List

-----------------------------------------------------------------------------

   1 +  1     3815470          0  ABCDEFGHPS  1

   2 +  2     3815470          0  ABCDEFGHPS  2

   3 +  1     3815470          0  ABCDEFGHPS  3

   4 +  2     3815470          0  ABCDEFGHPS  4

   5 +  1     3815470          0  ABCDEFGHPS  5

   6 +  2     3815470          0  ABCDEFGHPS  6

   7 +  1     3815470          0  ABCDEFGHPS  7

   8 +  2     3815470          0  ABCDEFGHPS  8

   9 +  1     3815470          0  ABCDEFGHPS  9

  10 +  2     3815470          0  ABCDEFGHPS  10

  11 +  1     3815470          0  ABCDEFGHPS  11

  12 +  2     3815470          0  ABCDEFGHPS  12

  13 +  1     3815470          0  ABCDEFGHPS  13

  14 +  2     3815470          0  ABCDEFGHPS  14

  15 +  1     3815470          0  ABCDEFGHPS  15

  16 +  2     3815470          0  ABCDEFGHPS  16

  17 +  1     3815470          0  ABCDEFGHPS  17

  18 +  2     3815470          0  ABCDEFGHPS  18

  19 +  1     3815470          0  ABCDEFGHPS  19

  20 +  2     3815470          0  ABCDEFGHPS  20

  21 +  1     3815470          0  ABCDEFGHPS  21

  22 +  2     3815470          0  ABCDEFGHPS  22

  23 +  1     3815470          0  ABCDEFGHPS  23

  24 +  2     3815470          0  ABCDEFGHPS  24

  25 +  1     3815470          0  ABCDEFGHPS  25

  26 +  2     3815470          0  ABCDEFGHPS  26

  27 +  1     3815470          0  ABCDEFGHPS  27

  28 +  2     3815470          0  ABCDEFGHPS  28

  29 +  1     3815470          0  ABCDEFGHPS  29

  30 +  2     3815470          0  ABCDEFGHPS  30

  31 +  1     3815470          0  ABCDEFGHPS  31

  32 +  2     3815470          0  ABCDEFGHPS  32

 

 

 

La capacità totale del sistema è 122095040 Mbytes.

Il numero delle lun è 32 ( una per tier ). La capacità totale di ogni lun è 3815470MB

 

 

 

 

DCS9550[1]: lun

 

                         Logical Unit Status

 

                                         Capacity  Block

 LUN  Label        Owner  Status         (Mbytes)  Size  Tiers Tier list

-------------------------------------------------------------------------------

  1                  1    Ready            3815470   512    1  1

  2                  2    Ready            3815470   512    1  2

  3                  1    Ready            3815470   512    1  3

  4                  2    Ready            3815470   512    1  4

  5                  1    Ready            3815470   512    1  5

  6                  2    Ready            3815470   512    1  6

  7                  1    Ready            3815470   512    1  7

  8                  2    Ready            3815470   512    1  8

  9                  1    Ready            3815470   512    1  9

 10                  2    Ready            3815470   512    1  10

 11                  1    Ready            3815470   512    1  11

 12                  2    Ready            3815470   512    1  12

 13                  1    Ready            3815470   512    1  13

 14                  2    Ready            3815470   512    1  14

 15                  1    Ready            3815470   512    1  15

 16                  2    Ready            3815470   512    1  16

 17                  1    Ready            3815470   512    1  17

 18                  2    Ready            3815470   512    1  18

 19                  1    Ready            3815470   512    1  19

 20                  2    Ready            3815470   512    1  20

 21                  1    Ready            3815470   512    1  21

 22                  2    Ready            3815470   512    1  22

 23                  1    Ready            3815470   512    1  23

 24                  2    Ready            3815470   512    1  24

 25                  1    Ready            3815470   512    1  25

 26                  2    Ready            3815470   512    1  26

 27                  1    Ready            3815470   512    1  27

 28                  2    Ready            3815470   512    1  28

 29                  1    Ready            3815470   512    1  29

 30                  2    Ready            3815470   512    1  30

 31                  1    Ready            3815470   512    1  31

 32                  2    Ready            3815470   512    1  32

 

 

 

 

 

 

Lo mappatura attuale su entrambe le controller è la seguente :

 

 

 

 

In pratica i primi due nodi GPFS1 e 2 vedono entrambi le prime 16 lun; GPFS 3 e 4 vedono le successive 16 lun ( da 17 a 32 ).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Tape Library

 

La Tape Library offerta e’ la nuovissima IBM TS3500, all’interno della quale saranno installate unità nastro dell’ultima generazione Linear Tape-Open 4 (LTO4) dotate di connessioni Fibre Channel (4 Gbit/sec Swithced/AL).

La 3584 e le unità in essa contenute potranno essere accessibili da più server in maniera dinamica senza spostare fisicamente cavi o connessioni di altro genere. Sarà altresì possibile assegnare anche gli slot delle cassette in maniera dinamica da un server ad un altro, senza richiedere alcun fermo di produttività, tramite l’opzione ALSM.

Con il software di gestione grafica con interfaccia WEB, sarà possibile controllare le normali operazioni della tape library e il suo stato di funzionamento.

 

L’aggiunta di ulteriori unità nastro potrà avvenire senza modifiche alla dimensione esterna della tape library, e senza ridurre il numero di slot delle cassette. E’ altresì possibile aumentare il numero delle unità nastro riducendo il numero degli slots o aggiungendo ulteriori frames.

 

In termine di performance, sono riportati nella tabella i tempi di caricamento, movimento e scaricamento delle cassette:

 

 

Nel dettaglio, il numero di mount per ora identifica il numero di cassette che la tape library può montare in un’ ora.

 

Nella fase di mount (tempo di ciclo) sono comprese le seguenti operazioni:

 

1.    Rimozione della cassetta dall’unità nastro

2.    Re-inserimento della cassetta nello slot corrispondente

3.    Estrazione della cassetta da un altro slot in maniera casuale

4.    Spostamento della cassetta verso l’unità nastro

5.    Caricamento della cassetta nell’ unità nastro.

 

L’Avarage Move Time esprime il valore medio del tempo impiegato dalla robotica per prendere una cassetta da uno slot casuale, posizionarsi di fronte all’unità nastro ed inserire la cassetta stessa.

In caso di spegnimento il tempo fra accensione e il pronto all’ uso è di circa 15 secondi più il tempo di inventario pari a circa 60 secondi per frame.

Il valore di MTBF della libreria è pari a 64,1 mesi, mentre i rispettivi valori di MTTR sono inferiori a 30 minuti.

Specifichiamo che i dati sopra indicati sono strettamente confidenziali e  sono stati ottenuti considerando un’attività di 15.000 mount/dismount per mese.

 

Per la manutenzione  delle parti interne nella Tape Library, non è previsto alcun spegnimento della stessa; in particolare la rimozione delle alimentazioni elettriche (libreria e unità nastro) e delle unità nastro avvengono a caldo (hot-swap) senza interruzione del servizio. Solo in caso di guasto della robotica dovrà essere pianificato un fermo del servizio. A richiesta è disponibile l’opzione di ridondanza che comporta l’aggiunta della frame HA.

 

La doppia copia dei Vital Product Data e del Microcodice della Tape Library, permettono gli aggiornamenti a caldo senza interruzione del servizio.

In caso di guasto la Tape Library è in grado di mandare una segnalazione di errore via SNMP sulla rete TCP/IP e via modem al centro di supporto IBM.

 

I requisiti per l’installazione sono riassunti nella seguente tabella:

 

Specifiche TAPE LIBRARY 3584

Valore

Alimentazione elettrica

220V monofase

Presa elettrica (Doppia)

IEC 309 Type P+N+GND, 16A

Assorbimento elettrico configurazione offerta - max (16 frames, 192 unità nastro)

3.2KVA - 25,6KVA

Peso configurazione offerta - max (16 frames, 192 unità nastro)

701Kg - 8000KG

Umidità Relativa Operativa

20%-80%

Temperatura Operativa °C

16-32°C

Dissipazione termica  configurazione offerta - max (16 frames, 192 unità nastro)

3,12kBTUora - 53,12kBTUora

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La tecnologia LTO

LTO (Linear Tape-Open) é una tecnologia standard industriale scaturita da un'iniziativa di  IBM, Hewlett-Packard e Seagate che hanno fissato regole di alta capacità ed elevate prestazioni per lo storage a nastro in piattaforma Unix, NT ed AS/400, con l’obiettivo di facilitare anche l'interoperabilità dei formati in ambienti open. In sostanza la nuova tecnologia offre la possibilità di scambiare  nastri di qualunque produttore che adotti il sistema LTO, fornendo dunque una valida alternativa ai diversi formati proprietari attualmente utilizzati nel settore. Dal 1°settembre 2000 é stato possibile con i drive IBM LTO Ultrium, di prima generazione, disporre di una capacità nativa di 100 GB (ovvero una capacità compressa di 200 GB) per cartuccia. Il drive IBM LTO Ultrium di prima generazione permette data transfer di 15 MB/sec (30 MB con compressione 2:1).Dall’inizio del 2002 IBM ha gradualmente introdotto per le proprie librerie i drive LTO Ultrium di seconda generazione, che accrescevano sia la capacità, da 100 GB a 200 GB nativi, sia il data transfer, passando da 15 MB/s a 35 MB/s nativi. Dall’inizio del 2005 IBM ha introdotto, per prima in assoluto nelle proprie librerie, i drive LTO di terza generazione raddoppiando di fatto sia la capacità (400GB nativi) sia il data transfer (80MB/s) rispetto la precedente generazione. Da aprile 2007 IBM ha introdotto i drive LTO di quarta generazione raddoppiando di fatto sia la capacità (800GB nativi) sia il data transfer (120MB/s) rispetto la precedente generazione.

 

Dati ufficiali e documentazione tecnica sono disponibili presso il sito :

http://www.ibm.com/storage/lto

 

 

Il mercato “target” per l’LTO Ultrium é l’Open Systems midrange e i sistemi in rete che  richiedono ormai sempre più spesso elevate prestazioni e alta disponibilità dove, quindi le tecnologie concorrenti (SuperDLT, DLT 7000/8000, 8mm Mammoth, AIT, 9940) potrebbero non essere più sufficienti.

La caratteristica qualificante della tecnologia LTO é quella di utilizzare componenti che rispettano gli standard fissati, così che  i Clienti potranno riutilizzare Ultrium LTO media di un fornitore/costruttore anche in sistemi LTO acquisiti da fornitori differenti. Ciò consente di massimizzare gli investimenti nel LTO allungando di fatto la vita utile dei beni con la garanzia di prezzi contenuti grazie alla possibilità di acquisire HW LTO scegliendo tra fornitori diversi.

 

Per LTO, inoltre, sono già state fissate precise regole per garantire la futura evoluzione.

 

 

 

 

 

 

Dal punto di vista dell’affidabilità le cartucce LTO hanno vantaggi notevoli:

 

·         La vita utile di un nastro IBM Ultrium data cartridge viene garantita sino a 30 anni, con un possibile decadimento di segnale non superiore al 5%.

·         Il leader-pin interno é in metallo con possibilità di rottura praticamente azzerate

·         (rispetto per esempio alla cartuccia DLT con leader-pin di plastica ciò costituisce un notevole passo avanti).

·         Sono previste servo-tracce, come nei nastri della tecnologia Magstar. Questa è  una novità assolutamente unica per prodotti di questa fascia di mercato e assicura   maggiore precisione di lettura/scrittura.

·         Le servo tracce presenti sul nastro inviano alla testina di lettura/scrittura segnali elettronici che garantiscono il perfetto allineamento sulle tracce ogni volta che il nastro viene letto, scritto, riavvolto o fatto  avanzare

·         Il dispositivo ECC (Error Correction Control) permette di verificare i livelli di soglia di vari componenti per segnalare possibili malfunzionamenti

·         Interfaccia fibre channel a 2 Gbps nativa in grado di supportare sia il  protocollo FC-SW che FC-AL. Non necessita, a differenza di soluzioni della concorrenza, di bridge SCSI-to-FC che costituiscono sia un collo di bottiglia per le performance di questo nuovo tipo di drive che un single point-of-failure

·         Speed matching. Il drive IBM LTO Ultrium dalla seconda generazione in poi, è in grado di funzionare a 5 velocità differenti in modo da adattarsi al throughput sostenibile dal server ed evitare il fenomeno denominato backhitch (continui arresti e ripartenze del nastro)

·         Sleep mode. Permette di ridurre il consumo elettrico del drive.

·         Partial Response Maximum Likelihood Encoding (PRML). Questo algoritmo permette di archiviare gli stessi dati utilizzando un 33% in meno del nastro.

 

La quarta generazione dei drive LTO Ultrium di IBM introduce poi una serie di ulteriori vantaggi:

 

·         Capacità nativa delle cartucce 800GB (fino a 1600 GB con dati compressi con un fattore 2:1)

·         Data transfer di fino a 120 MB/s nativi (240 MB/s compressi)

·         Maggiore cache per i drive IBM LTO-Gen4 rispetto ai drive LTO-Gen3 (256 MB di cache contro 128 MB del modello precedente).

 

Pur essendo successivamente variata la cartuccia tra i drive LTO delle varie generazioni, è presente una compatibilità in lettura/scrittura come da figura:

 

 

 

 

 

 

La Tape Library IBM TotalStorage UltraScalable 3584 (TS3500) utilizza la tecnologia LTO (Linear Tape-Open GEN 1, 2, 3 e 4) e può ospitare contemporaneamente anche le unità nastro enterprise IBM TotalStorage 3592 J1A e TS1120, all'interno della stessa libreria.

 

Il modello 3584 è stato progettato per rispondere alle esigenze dei clienti che necessitano di soluzioni per l'archiviazione dei dati, il backup, funzioni di disaster recovery ed altre esigenze di storage. La Tape Library 3584 offre prestazioni elevate, disponibilità, affidabilità, compatibilità con supporti diversi e capacità di storage on demand.

LaTape Library e’ composta da una frame base mod. L53 dove sono presenti la robotica principale, uno dei due library accessor (braccio meccanico) con dual-grip, i tape driver (da 1 a 12 unità) e un numero cosistente di slot per i nastri (fino a 281 in base al numero di tape driver presenti).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Affiancando le frames aggiuntive mod. D53 (D33 per i drive 3592/TS1120) è possibile aumentare il numero dei tape driver (max. 192) ed il numero dei slot per nastri (max. 6887).

L’aggiunta della frame mod. HA1, contenente il secondo library accessor, garantisce ulteriore affidabilità e performance (minor tempo di montaggio nastri). Tutte le frame possono essere dotate di alimentazione ridondata. Da notare che i drive LTO-4 supportano nativamente l’importante funzione di Encryption per una gestione in sicurezza dei dati.

 

Altre caratteristiche di base presenti sono:

Ÿ  Auto-Calibrating

Ÿ  Persistent World Wide Names (WWN)

 

Ø  WWN è assegnato allo slot del drive in modo tale da evitare impatti al server e allo zoning quando un drive viene sostituito

 

Ÿ  Backup/Restore dei Vital Product Data (VPD) automatico

 

Ø  VPD è automaticamente salvato/ripristinato  quando un componente è sostituito

 

Ÿ  Funzione di Inventory automatico

Ÿ  Interfaccia Medium Changer scsi-3

Ÿ  Display LCD Touch Screen

Ÿ  Finestra per controllo interno a vista

Ÿ  Sportello di accesso bloccabile meccanicamente ed elettronicamente

Ÿ  Manutenzione “concurrent” con drive hot-swap

Ÿ  Collegamento diretto con un centro di supporto IBM. La libreria potrebbe altresì  preventivamente monitorata e manutenuta a distanza (funzione di call home).

Ÿ  Multi-Path Architecture

 

Ø  Virtualizza il braccio robotico

Ø  Permette il partizionamento logico e/o la condivisione della libreria da parte di SW di backup differenti

Ø  Permette il collegamento diretto senza l’utilizzo di un router SCSI-to-FC integrato Permette la creazione di Control Path per la robotica ridondati

 

 

A queste caratteristiche vanno aggiunte le seguenti features avanzate :

 

Ÿ  Control Path Failover (attualmente disponibile per AIX e Linux)

 

Ø  Presenta il vantaggio di permettere l’utilizzo di control path ridondati verso la robotica

Ø  Supporta il failover automatico verso schede fibre channel, SAN o control path della libreria ridondati

 

Ÿ  Data Path Failover (attualmente disponibile con drive LTO Ultrium 2, 3, 4 e sistema operativo AIX)

 

Ø  Supporta il failover automatico verso una scheda e/o uno switch fibre per i dati

 

Ÿ  Load Balancing (adesso disponibile con drive LTO Ultrium 2, 3, 4 e sistema operativo AIX)

 

Ø  Supporta il Load Balancing tra schede fibre channel che si connettono a dei nastri LTO

 

Ÿ  ALMS (Advance Library Management System) è un software integrato 3584 con interfaccia GUI per la gestione dinamica della libreria (upgrade di frame “ a caldo”, riallocazione dei drive, condivisione di drive attraverso logical partition), raggiungibile via browser web e compatibile con vari server e sistemi operativi.

 

Ø   Partizionamento logico e dinamico dei tape driver e slot.

 

La libreria 3584-L53 è poi in grado di ospitare cartucce LTO-Gen1, LTO-Gen2, LTO-Gen3 ed LTO-Gen4 in diverse modalità sia nella stessa libreria logica che in librerie logiche separate grazie all’architettura  Multipath.

 

 

 

 

 

 

 

              

 

 

 

                        

 

                            

 

 

La IBM TotalStorage UltraScalable Tape Library 3584 è supportata in ambiente AIX, HP-UX, Sun Solaris, le principali distribuzioni Linux e Windows 2000/2003 e con i principali software di backup, tra cui Tivoli Storage Manager, Legato Networker, Veritas Netbackup e Veritas Backup Exec.

 

Le matrici di compatibilità sono liberamente consultabili ai siti:

 

http://www.storage.ibm.com/tape/lto/3584/3584opn.pdf

http://www.storage.ibm.com/tape/lto/3582/3582opn.pdf

http://www.storage.ibm.com/tape/conntrix/pdf/lto_isv_matrix.pdf

Server Master di Back Up

Per la funzione di Server Master di BackUp sarà fornito un server IBM modello x3650 configurato con due CPU Intel QuadCore E5345 80W 2.33GHz/1333MHz/2x4MB L2, 2 Gb di memoria RAM 4 porte Gigabit Ethernet, 2 porte FC 4Gb/s, 2 HDD da 146Gb SAS, Sistema Operativo RedHat Linuk 64bit Enterprise server, Veritas NetBackup 6.

 

Media Server

Per la funzione di Media Server di BackUp saranno forniti due servers IBM  modello x3650 ciascuno configurato con due CPU Intel QuadCore E5345 80W 2.33GHz/1333MHz/2x4MB L2, 2 Gb di memoria RAM 4 porte Gigabit Ethernet, 2 porte FC 4Gb/s, 2 HDD da 146Gb SAS, Sistema Operativo RedHat Linuk 64bit Enterprise server, Veritas NetBackup 6.

 

IBM System x3650

 

 

 

 Componenti Software 

Di seguito si riportano i prodotti software utilizzati nel progetto. il supporto necessario alla realizzazione delle procedure per il corretto utilizzo degli     applicativi;

-          il corretto funzionamento dei componenti software e dei servizi principali di sistema.

 

Metodologia utilizzata per l’installazione del Cluster IBM 1350 in ENEA – Sede di Portici

 

a cura di Alberto Falzone

 

Introduzione.

 

Lo strumento adottato per l’installazione dei nodi afferenti al cluster è SystemImager (wiki.systemimager.org), seguendo il criterio di clonazione di immagini di nodi di riferimento, denotati “golden nodes”.

Oltre che per le installazioni dei nodi, tale strumento si rivela utilissimo nel mantenimento degli stessi e per la propagazione degli aggiornamenti software che si ritengono necessari effettuare.

SystemImager è ospitato sul server tipo x3650, cresco-inst0.portici.enea.it, dedicato esclusivamente a svolgere le funzioni di server repository per le installazioni dei nodi.

SystemImager è anche stato integrato con BitTorrent per consentire una efficiente scalabilità nel trasferimento delle immagini sui singoli nodi nel caso di un deployment massivo.

 

Requisiti e implementazione.

 

Requisiti soddisfatti preliminarmente alla installazione dello strumento SystemImager sono:

  • installazione del server DNS locale per la risoluzione dei nomi di tutti i nodi appartenenti al cluster; allo scopo si è definito il dominio locale “vlancresco” al quale fare afferire le definizioni per la risoluzione diretta e inversa; il server DNS ha inoltre funzioni di forwarding verso il DNS di portici.enea.it per la risoluzione dei domini internet;
  • installazione del server DHCP per l’assegnazioni degli indirizzi IP basate sui MAC Address delle schede Ethernet  che insistono sulla vlan;
  • installazione del server TFTP tramite il quale, combinato al DHCP, è gestita la fase di bootstrap dei nodi via PXE.
  • Rsync attivo.

 

L’implementazione ha richiesto l’installazione dei pacchetti rpm come documentata sul sito http://wiki.systemimager.org/index.php/Quick_Start_HOWTO , la configurazione dei servizi systemimager oltre alla aggiunta come “add-on” di systemimager-bittorrent per la integrazione della tecnologia Bittorrent come sistema di trasporto.

Successivamente si sono individuati i “golden nodes” su cui si sono installati il sistema operativo RedHat Enterprise 5.1 x86_64 ed aggiornamenti via yum,  le librerie software richieste dall’utenza ed i tools necessari alla integrazione in ambiente ENEA-Grid; essi sono:

cresco1x001, cresco1x005 per la sezione 1

cresco2x003 per la sezione 2

cresco1-f1 per tutti i nodi di front-end non grafici (sez. 1 e sez. 2)

cresco1-fg1 per tutti i nodi di front-end grafici (sez. 1 e sez. 2)

Si è quindi proceduto a preparare i nodi per l’acquisizione delle loro immagini, introducendo anche il versioning delle stesse; segue la lista delle immagini attualmente registrate:

[root@cresco-inst0 ~]# si_lsimage

--------------------------------------------------------------------------------

Available image(s):

--------------------------------------------------------------------------------

  blade_rhel51_v1

  blade_rhel51_v2

  frontend1_rhel51_v1

  frontend1_rhel51_v2

  nodes_32gb_rhel51_v1

  nodes_32gb_rhel51_v2

  quadcore_64gb_rhel51_v1

  quadcore_64gb_rhel51_v2

[root@cresco-inst0 ~]#    

Definiti i nodi appartenenti alle relative immagini, attivatone il boot PXE si è proceduto al deployment massivo via bittorrent con tempi dell’ordine di 30 min su oltre 250 clients.

SystemImager prevede anche un addon per il monitoraggio delle installazioni che è stato installato su cresco-inst0 e tramite il quale può essere seguito il trasferimento dell’immagine ed il buon esito della vera e propria installazione grazie al meccanismo di redirezione della consolle durante tutta la fase di trasporto (fig.1).

Segue la configurazione dei gruppi di nodi afferenti alle immagini, organizzate per range numerici:

        <group>

                <name>Blades</name>

                <priority>40</priority>

                <image>blade_rhel51_v2</image>

                <override>Blades</override>

                <node>cresco2x001-cresco2x002,cresco2x004-cresco2x256</node>

        </group>

 

        <group>

                <name>QuadCore64GB</name>

                <priority>40</priority>

                <image>quadcore_64gb_rhel51_v2</image>

                <override>QuadCore64GB</override>

                <node>cresco1x002-cresco1x004,cresco1x033-cresco1x040</node>

        </group>

 

        <group>

                <name>ComputingNodes32GB</name>

                <priority>40</priority>

                <image>nodes_32gb_rhel51_v2</image>

                <node>cresco1x006-cresco1x032,cresco1x041-cresco1x042</node>

        </group>

 

        <group>

                <name>FrontEndNodes</name>

                <priority>40</priority>

                <image>frontend1_rhel51_v2</image>

                <override>FrontEndNodes</override>

                <node>cresco1-f2,cresco1-f3,cresco1-f4,cresco2-f1,cresco2-f2,cresco2-f3,cresco2-f4</node>

        </group>

 

Posteriormente alla installazione si sono eseguite operazioni di post-install per la definizione degli ip address sulle interfacce di rete gigaethernet e infiniband e il flash del firmware su quest’ultime laddove resosi necessario.

Casella di testo:  fig. 1 - Screenshot del Monitor di SystemImager

 

 

 

 

Software di sistema 

 

Il sistema operativo offerto è Linux 64 bit supportato dalla distribuzione  RedHat Enterprice 64 bit, nella più recente versione, per piattaforma Intel  per HPC Node di seguito si specifica:

-          il livello e la qualità del supporto garantito: 12 mesi

-          la certificazione dell’hardware delle sezioni 1 e 2: i sistemi sono certificati per il supporto a Linux RedHat.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Software di gestione e di monitoring  del sistema installato

 

Queste funzioni saranno raggiunte tranmite l’installazione e la personalizzazione dei seguenti componenti software, che verranno rese disponibili su tutti i sistemi installati:

 

Il software di sistema IBM Director, fornito con tutti i server xSeries, consente di svolgere sul server xSeries molteplici funzionalità tra le quali elenchiamo le principali:

  • Gestore di sistemi remoti
  • Insieme di tool integrati con interfaccia grafica che offre un singolo punto di gestione
  • Automatizza task quali la raccolta degli inventari, Hardware e Software, controllo di risorse, gestione di allarmi hardware, reazione ad eventi critici o informativi, help desk e stato di salute dei sistemi.
  • Supporta più sistemi operativi su sistemi IBM e non-IBM
  • Integrazione verso i principali software di gestione enterprise (Tivoli, CA, HP Openview, MS SMS, BMC, netIQ, MOM)
  • Fornisce una framework di base nella quale si possono integrare altri tool per una gestione ancora più avanzata
  • Interfaccia grafica facile da utilizzare e che supporta il drag and drop dei task sui sistemi target o sui gruppi di sistemi target
  • Possibilità di programmare i task per essere eseguiti in un determinato istante (scheduler grafico).
  • Supporto di una riga comandi per eseguire diversi task
  • Tool Update Assistant per la distribuzione automatizzata di aggiornamenti di sistema quali microcode e driver.
  • Database centralizzato che rende disponibili le informazioni relative ai sistemi anche se questi non dovessero essere disponibili
  • Gestione di dispositivi che supportano il protocollo SNMP
  • Supporto e gestione fino a 5000 sistemi.

 

La struttura di IBM Director è client server, come si può vedere dalla seguente figura.

 

L’ IBM Director software ha tre componenti principali:

  • IBM Director Server
  • IBM Director Agent
  • IBM Director Console

 

Un server centrale ospita il motore dell’ applicazione e la connessione opzionale ad un database relazionale (che può risiedere su un altro server applicativo).  Sulle macchine da gestire viene installata la componente agent di IBM Director che fornisce le funzionalità di comunicazione con il server applicativo.

Ci sono tre livelli di IBM Director Agent:

  • Level 0 (agentless Management):
    • Gestione Base comprendente:
    • Discovery, login, Attributi, Power Control, Inventario base, Remote Session (Linux)
    • Aggiornabile ai  Level 1 o Level 2 attraverso IBM Director server stesso.
  • Level 1 (core services):
    • Tutte le funzionalità del livello 0. In aggiunta:
    • Gestione dei Log, Piani di azione, stato e controllo dell’hardware, inventario specifico per la piattaforma, Integrazione verso gestori più enterprise (come Tivoli).
  • Level 2 (IBM Director Agent):
    • Tutte le funzionalità del prodotto.

 

Per accedere ai task di gestione è necessaria la componente Console di IBM Director (che viene installata per default anche sulla macchina che fa da server). Tale Console può essere installata su un numero n di macchine (server o pc di amministrazione) ma deve avere una connessione TCP/IP con il server IBM Director. La console è illustrata nella seguente figura.:

 

Nella parte di sinistra sono indicati i gruppi di macchine (alcuni predefiniti, altri definibili dall’ utente), nella colonna centrale è indicato il contenuto del gruppo selezionato, nella task bar in alto sono presenti i vari task. Gli agenti possono essere registrati in maniera automatica grazie al meccanismo di discovery oppure possono essere aggiunti manualmente. I task possono essere eseguiti sulle singole macchine o su gruppi interi di macchine.              La comunicazione fra Director Server e Agent è sicura poiché viene utilizzato un meccanismo basato su chiavi pubbliche e provate. Questo impedisce che un server IBM Director installato da personale non autorizzato possa gestire gli agenti senza autorizzazione.

La comunicazione fra server e agente utilizza il protocollo DSA (Digital Segnature Authentication) per valicare le richieste di gestione. Tutto il traffico fra server e agente può essere crittografato usando il metodo DES (Data Encryption Standard) o Triple DES. Inoltre IBM Director utilizza il protocollo SSL per la comunicazione da Console a Server.                                                                                                                                 

All’ apertura della console vengono richieste le credenziali di un utente di sistema operativo (dominio o workgroup) autorizzato alla gestione. Ogni utente può personalizzare la propria console. Inoltre l’amministratore può configurare la console dei vari utenti in modo da applicare specifiche restrizioni a task o gruppi sulla base del ruolo dell’ utente.          I task eseguibili remotamente sono:

  • Visualizzazione di AssetID.
  • Gestione e configurazione dei BladeCenter.
  • Capacity Manager (opzionale, richiede licenza aggiuntiva)
  • Visualizzazione dei dati CIM .
  • Configurazione di Alert Standard Format
  • Configurazione degli agenti SNMP (su sistemi operativi Microsoft) e delle configurazioni di rete.
  • Visualizzazione degli allarmi generate da eventi vari e dei cambiamenti dello stato hardware.
  • Creazione di piani di azione a seguito di eventi.
  • Lancio di applicazioni esterne (richiede configurazione)
  • Trasferimento di file
  • Visualizzazione dei dati di inventario con la possibilità di costruire query ad hoc .
  • Gestione dei processi e avvio/arresto di processi e servizi sulla macchina gestita.
  • Controllo remoto dei sistemi gestiti.
  • Sessione remota sui sistemi gestiti (equivalente a telnet o rcmd di Microsoft, sebbene basata
  • su tecnologia proprietaria IBM).
  • Gestione dei processori di sistema (schede Remote Supervisor Adapter).
  • Controllo di file critici (cancellazione, modifica).
  • Gestione dei cluster Microsoft (MSCS).
  • Gestione dei dispositivi SNMP.
  • Gestione delle schede ServeRAID.
  • Programmazione dell’ esecuzione di task a tempi definibili dall’ utente (scheduler)
  • Distribuzione di pacchetti software (la versione Premium richiede licenza aggiuntiva)
  • Automazione del processo di restart di un sistema operativo.

 

I criteri di raggruppamento delle macchine gestite si basano su inventari software e hardware o sul semplice elenco di server. Gli eventi (malfunzionamenti hardware o allarmi su servizi di sistema operativo e risorse) vengono notificati localmente come menu popup (funzionalità disabilitabile) e vengono inseriti nel log del sistema operativo. Inoltre vengono anche comunicati a IBM Director server in maniera automatica. Il server esegue poi le azioni che sono state configurate. Tali azioni comprendono l’invio di e-mail (è richiesto un server SMTP esterno), l’esecuzione di task IBM Director o di batch file generici (definiti dall’ utente), la modifica delle viste nella console (inserire i sistemi con dei problemi all’ interno di un certo gruppo o visualizzare i sistemi con un icona indicante lo stato - critical, warning, information ).                                                                                        Durante il processo di inventario, vengono raccolte informazioni relative ai numeri Field Replaceable Unit (FRU) per l’hardware installato e immagazzinati del database relazionale. Inoltre questi numeri vengono inclusi negli allarmi hardware, minimizzando il tempo durante l’apertura del ticket verso il centro di supporto IBM per ordinare le parti di ricambio.                                                Attraverso l’utilizzo del tool Electronic Service Agent è possibile fare sì che a fronte di un guasto hardware di una macchina gestita il server IBM Director apra in maniera automatica un ticket verso il centro di supporto IBM (attraverso una connessione Internet sicura o via modem). IBM provvederà alla sostituzione delle parti in garanzia secondo i livelli di servizio concordati.       IBM Director non rileva soltanto i problemi hardware ma predice potenziali malfunzionamenti e guasti. Le componenti hardware che supportano gli allarmi di pre-rottura (Predictive Failure Analysis o PFA) sono:

  • Dischi
  • Memoria
  • CPU
  • Ventole
  • VRM (Voltage Regulator Module)
  • Alimentatori

 

Qualsiasi evento o azione eseguita vengono registrati sul server IBM Director. Inoltre gli eventi relativi a ciascuna macchina gestita vengono inseriti nel log del sistema operativo locale (funzione che è possibile disabilitare). I report sui livelli di servizio possono essere costruiti con l’ausilio del tool System Availability scaricabile dal sito web.                 

Il Capacity Manager controlla l’utilizzo delle risorse Hardware come processori, memoria, dischi e traffico di rete, identifica i colli di bottiglia e dà raccomandazioni per il miglioramento delle prestazioni. Il tool è opzionale e richiede licenza aggiuntiva.                                                                               Il Rack Manager è un interfaccia grafica che permette di costruire l’immagine grafica di un rack e dei suoi componenti. Dà indicazioni sulla salute del sistema in toto.                             

System Availability traccia e fornisce diverse viste grafiche dei livelli di servizio di un singolo sistema o di gruppi di sistemi.                                                                                                                                     

Maggiori informazioni sul systems management IBM si possono trovare al seguente link (in inglese):

http://www-03.ibm.com/servers/eserver/xseries/systems_management/index.html

 

 

Power Executive

IBM Power Executive (PE) è un tool gratuito per sistemi X e BladeCenter che consente di misurare i consumi effettivi ed emissioni di calore, per ottimizzare l’energia usata da un singolo o da un gruppo di server in qualsiasi momento.     PE comunica direttamente con L’Advanced Management Module nei sistemi BladeCenter e col BMC service processor per i sistemi X ed ha un proprio database (Apache Derby) diverso dal database dell’IBM Director, in cui vengono memorizzati i dati e i power object.                                                                                                       Power Executive supporta le seguenti tipi di blades:

  • IBM BladeCenter HS20 (8843)
  • IBM BladeCenter HS21 (8853)
  • IBM BladeCenter LS20 (8850)
  • IBM BladeCenter LS21 (7971)
  • IBM BladeCenter LS41 (7972)

Dato che il consumo energetico sarà uno dei grandi temi futuri anche per l’It, PowerExecutive consentirà ai clienti di sviluppare policy personalizzate ridistribuendo dinamicamente le risorse energetiche ottimizzando i consumi del data center. Infatti, come è mostrato nella figura seguente, un sistema, viene sempre dimensionato con un certo valore nominale di potenza, che è sempre maggiore di quella effettivamente utilizzata dal server. Power Executive permette di monitorare il consumo effettivo in potenza, in conseguenza di ciò è possibile ridistribuire le risorse in eccesso  per alimentare server aggiuntivi.

 

Il programma è dotato di un’interfaccia grafica, riportato nella figura in basso,  sulla quale è possibile visualizzare la potenza istantanea e la temperatura in funzione del tempo del BladeCenter.

 

Il Power Executive è in grado di monitorare:

  • Alimentatori
  • Blades
  • I/O modules
  • Advanced management module
  • Ventole
  • Media tray
  • Midplane

Inoltre in Power Executive 2.0 è possibile stabilire delle soglie (power cap Pcap), con cui limitare la potenza consumata dalle blade o dai server.                                                                         

Ciò significa che se il sistema richiede più potenza di quella stabilita dal valore Pcap, allora la CPU sarà throttled. Il range dei valori che può essere assegnato a Pcap, va da Pmin a Pmax che sono calcolati dinamicamente dal BMC o dal AMM in base alla configurazione del sistema.

 

Tutto il sw di gestione potrà essere installato, comprendendo nell’installazione la definizione  della procedura automatica di installazione completa di tutti i nodi della sezione 1 e 2 in un tempo massimo di 5 giorni uomo.

Tale valutazione fa riferimento ad una situazione  di piena disponibilità ed efficenza dei sistemi e della rete, nonchè dei locali ove i tecnici possono svolgere la loro attività.

 

 

 

 

Middleware ENEA-GRID

 

Riteniamo utiule aggiungere qualche elemento in relazione al prodotto LSF Multicluster

LSF, un prodotto software realizzato da Platform Computing, è la soluzione leader per il Workload Management, in grado di trasformare un gruppo di workstation e server in un "calcolatore virtuale multiprocessore a memoria non condivisa", ottimizzando l'uso di tutte le risorse dell'Azienda.

LSF fornisce servizi di load balancing per sessioni interattive ed applicazioni parallele, oltre ad un completo e flessibile sistema di network batch queuing & scheduling, anch'esso pensato per il bilanciamento dinamico e lo sfruttamento ottimale di tutte le risorse (eterogenee) della rete (LAN o WAN), che appariranno all'utente come un'unico sistema.

Platform LSF MultiCluster massimizza la necessità di condividere risorse virtualizzate oltre il singolo cluster LSF per creare un singolo cluster virtuale esteso su diverse locazioni geografiche separate, fornendo una singola immagine virtuale attraverso i cluster integrati.

Con LSF MultiCluster i permessi e i controlli locali sono mantenuti e viene garantito l'accesso prioritario ai cluster locali quando viene fornito un accesso globale nella grid Enterprise.

 

Benefici di MultiCluster:

 

In un'organizzazione i siti posso avere LSF cluster separati ed indipendenti. Havere cluster LSF multipli può risolvere problemi relativi a:

•     Facilità di amministrazione

•     diverse locazioni geograficamente distinte

•     Scalabilità

Quando si hanno più di un cluster, è desiderabile permettere ai cluster di cooperare per ottenere i seguenti benefici di una condivisione globale delle risorse:

•     Accesso a diverse collezioni di risorse computazionali

•     Trasformare l'Enterprise Grid Computing in realtà

•     Ottenere migliori performance e capacità computazionali

•     Utilizzare le macchine idle per eseguire jobs

•     Utilizzare molte macchine per eseguire un singolo job parallelo

•     Incrementare la produttività degli utenti

•     Aggiungere risorse ovunque e renderle disponibile all'intera organizzazione

•     Pianificare globalmente le risorse computazionali in base alla domanda complessiva

•     Aumentare la potenza computazionale in modo economico

MultiCluster permette ad un'organizzazione distribuita di formare cluster cooperanti di computer in modo che la condivisione del carico non sia distribuita solo sui singoli cluster, ma tra i vari cluster.

 

 

Il progetto preliminare del sistema di backup

 

 

Il Sistema di Backup sarà basato sul Software Veritas NetBackup qui di seguito andiamo a descrivere il Sistema proposto nel suo complesso quindi nelle sue parti Software ed Hardware e della relativa modalità di implementazione ed integrazione con il sistema preesistente:

 

Licenze Software:

Come da richiesta del capitolato, che scaturisce dalla necessità di compatibilità con il sistema preesistente ENEA,  il sotware proposto è Veritas NetBackup vers. 6.

 

 

Licenza

Vers.

Q.ty

NetBackup Server,Linux,Enterprise Server,v6.0,License Tier 1

6

1

NetBackup Server,Linux,SAN Media Server,v6.0,License Tier 1

6

2

NetBackup Option,Cross Platform,Library Based Tape Drive Support,v6.0,License

6

4

NetBackup Option,Cross Platform,Shared Storage Option,v6.0,License

6

4

NetBackup Client,Linux,Enterprise Server,Advanced Client,v6.0,License Tier 3

6

1

NetBackup Client,Linux,Enterprise Server,Advanced Client,v6.0,License Tier 1

6

1

NetBackup Option,Linux,Bare Metal Restore Client.v6.0,License

6

2

 

Implementazione della soluzione:

L’implementazione prevede l’installazione del Master Server Veritas e dei 2 Media Server su piattaforma Linux, il patching dei sistemi operativi e la loro connessione alla SAN.

 

L’installazione del software NetBackup Linux Enterprise Server sul Master Server e l’installazione del software  NetBackup  SAN Media server  sui 2 Server Media preposti con l’opzione Bare Metal Restore ed  NetBackup Shared Storage Option che consentirà ai 2 Media Server di condividere i 4 Drive presenti nel Tape Library.

 

Seguirà quindi l’installazione sui 2 nodi principali del software Veritas NetBackup parte Client e l’abilitazione della feature “Bare Metal Restore” per entrambi i 2 nodi principali delle sezioni 1 e 2  (16 Core ed 8 Core).

 

Oltre alle normali funzionalità di back up presenti nel Client Veritas, intendendo per tali  il salvataggio standard dei dati, KSI per facilitare al massimo le operazioni di restore propone la funzione Bare Metal Restore (BMR)  per NetBackup questa soluzione di tipo enterprise è concepita per il ripristino rapido di sistemi client in ambiente UNIX, Windows e come nel nostro caso LINUX, BMR è un prodotto complementare integrato con Veritas NetBackup, BMR semplifica e ottimizza il processo di ripristino del server,eliminando la necessità di reinstallare manualmente i sistemi operativi o di configurare l'hardware, questo, come evidente, permetterà al sistema HPC dell’ENEA il restore dei client in un tempo molto breve cosa che non sarebbe possibile con una semplice recovery dei dati in quanto questa sarebbe possibile solo dopo la reinstallazione del sistema operativo, riteniamo quindi che questo sia elemento di merito della nostra proposta in quanto il tempo di ripristino per entrambi i nodi principali del sistema HPC oggetto della fornitura non dovrà comprendere la reinstallazione del sistema operativo ed il relativo Patching, ma consentirà di reimportare oltre che i dati, lo stato del sistema  stesso al momento del back up. Questa feature consente inoltre il salvataggio di più impostazioni, cioè configurazioni diverse per lo stesso server (Nodo) fornendo una maggiore elasticità caratteristica importante per un sistema dedito alla ricerca.

 

 

Integrazione del sistema BU CRESCO con il sistema preesistente

La integrazione con il sistema preesistente sarà immediato visto che i due sistemi sono basati sulla stessa release di software, l’unica condizione è che il nostro personale tecnico incaricato della implementazione sia abilitato da ENEA ad avere i necessari privilegi di rete per permettere ai due sistemi di interfacciarsi, una volta abilitati sarà quindi possibile monitorare da una qualsiasi delle sedi ENEA (Casaccia, Brindisi, Trisaia e Portici) lo stato dei BackUp del sistema CRESCO.

 

Questo lo schema logico del sistema integrato con il preesistente:

 

Collaudo

 

Test preliminari al rilascio della soluzione:

 

Nell’ambito dei test che verranno effettuati prima del rilascio della soluzione, sono previste 2 tipologie di test, una relativa ai 2 nodi ed una relativa allo storage.

 

Per quanto riguarda il test sui 2 nodi, verrà effettuato un back up dei sistemi nella loro integrità, comprensivi quindi di tutte le impostazioni e settaggi presenti, ed un loro ripristino totale attraverso i dati salvati nel tape Library,

Il tempo previsto per la “reinstallazion” di ciascun  nodo in “crash” è di un’ora.

Si può in questo ambito pensare, in caso di “failure hardware”, all’installazione dei dati e del setup del nodo anche su un nodo secondario previsto al momento del “settaggio” del software Veritas per evitare in tal modo tempi di lavoro “inutilizzabili”.

 

Per ciò che concerne invece lo storage, e dando  scontata l’alta affidabilità dello stesso, si è pensato come unico test veramente riproducibile, il salvataggio ed il conseguente Restore di un intero cassetto fisico dello storage.

 

Considerando il trasfer rate offerto da 2 schede HBA FC 4Gbit affiancate, la considerazione numerica e temporale per i periodi di restore è di seguito riportata:

 

Un cassetto completo di 16 dischi da 500 Gb porta ad un valore complessivo raw di 8Terabyte.

La soluzione globale offerta dalla implementazione IBM GPFS e Veritas garantirà un restore dei dati per un totale di 12 TeraByte in un tempo di 24 ore.

 

Per quanto concerne infine il back up delle “celle” AFS, lo stesso verrà riprodotto, con le dovute differenze, sulla base di quanto già garantito dalle soluzioni già precedentemente implementate nelle 4 sedi di Trisaia, Brindisi, Portici e Casaccia.

 

Riepilogando , il tempo di ripristino medio per 500Gb dal tape verso lo storage deve considerarsi effettuabile in un tempo oscillante fra i 60 ed i 65 minuti.

Il tempo di restore di uno dei 2 Nodi principali è da considerarsi di un’ora.

 

Una volta terminata l’installazione software ed hardware, il personale KSI/Veritas, in collaborazione con i tecnici IBM e sotto la supervisione del personale ENEA valuterà lo schedulamento , i tempi e le metodologie di back up (policy) che ENEA riterrà più idonee alle proprie esigenze.  Le policy di Back Up saranno comunicate da ENEA al nostro personale che si occuperà di assegnarle al sistema secondo le desiderate del cliente.

 

 

 

Training

E’ previsto sul nuovo sistema di Back Up un training per il personale che ENEA ci indicherà da tenersi presso la Vs sede e sui prodotti inclusi nella presente fornitura per permettere al Vs personale di rendersi autonomo anche nella gestione integrata con il preesistente sistema.

 

 

 

 

 

Sistema di sicurezza

 

La rete privata dei sistemi di calcolo oggetto della fornitura è configurata secondo uno schema

di due classi di rete, uno su IP pubblico (il nodo di front end) e l’altro su IP nascosto.

Tale configurazione garantirà un livello di sicurezza in linea con le richieste delle vostre specifiche tecniche.

 

 

             

 

 Sistema di alimentazione e di continuità

 

 

A – Configurazione proposta : UPS da  400 kVA – autonomia 20 minuti

    

Ø  1 UPS ns. tipo GALAXY 6000 da 400 kVA tri/tri                                    

- caratteristiche elettriche in ingresso :

            - tensione d’ingresso nominale               380/400/415V trifase + neutro

- tolleranza della tensione d’ingresso :         +/- 15%

       - tolleranza della frequenza d’ingresso :           50 o 60 Hz +/- 10%

            - Fattore di Potenza in ingresso : 0,85

            - frequenza nominale :                  50Hz

           

-          caratteristiche elettriche in uscita :

- potenza nominale :                                  400 kVA

- potenza attiva :                                    320 kW

- tensione d’uscita nominale :                 380/400/415V trifase + neutro

- variazione dinamica della tensione :            3% impatti di carico da 0 al 100%

       - THDU a vallle su carico non lineare :  Ph/Ph <2%,Ph/N <3%                   - sovraccarico ammesso :                    125% -10 mn, 150% - 1mn

            - Fattore di potenza in uscita :                  0,8

            - frequenza :                                    50Hz   0,5%

           

Ø  Caratteristiche tecniche

- on-line doppia conversione

- raddrizzatore dodecafase

- nuova tecnologia IGBT

- by-pass statico

- by-pass manuale di manutenzione
- avvio progressivo

- sistema « battery monitor » indica l’autonomia reale disponibile e la vita presunta della batteria in base ai parametri dell’installazione

- display LCD con misure e allarmi

- storico cronologico degli avvenimenti

- conduttore di neutro sovradimensionato

- arresto d’urgenza a distanza (sgancio batterie, ingresso UPS, contattore statico)

- collegamento dal basso

- rendimento elevato

- possibilità di ridondanza e messa in parallelo

- possibilità di filtaggio attivo /passivo e modalità Eco Intelligent

- ISO 9001 e 14001, prestazioni conformi EN50091-3 e certificazione TüV

 

 

 

 

1 messa in servizio :

- ottimizzo dei parametri di personalizzazione in funzione delle esigenze del sito

- verifica dei collegamenti elettrici

- accensione e verifica corretto funzionamento

- spiegazione delle principali operazioni al personale addetto

1 documentazione completa di uso e manutenzione

 

- L’UPS sarà collegato secondo il layout “Apparecchiature Sala Quadri.pdf”.

- E’ previsto un doppio ingresso dal quadro QGBT BIS

- Le linee di alimentazione a monte ed a valle dell’UPS sono dimensionate in base alla

  distanza ed alla potenza richiesta.

 

 

- Ogni Rack è alimentato e protetto da due linee di alimentazione da 32Amp trifase con interruttori magnetotermici differenziali

- Sono previsti due collegamenti per Armadi Rack per un totale di n°26 linee di alimentazione ed interruttori da installare nel quadro elettrico esistente


 

 

 

 

Allegati

 

1.   Piante sala Cresco

2.   Schema impianto elettrico

3.   Layout Cresco

4.   Procedure Backup

5.   IBM Director

6.   Lame Cell

7.   Configurazione Storage DDN/GPFS

 

8.   Procedure di installazione Cluster