LINEE GUIDA PER LA SALVAGUARDIA DEI BENI CULTURALI DAI RISCHI NATURALI

 

PREFAZIONE

 

“Catastrofi naturali e loro conseguenze sul patrimonio culturale ed ambientale italiano. Mitigazione e previsione di alcune tipologie di eventi”.

 

 

Il programma Catastrofi naturali e loro conseguenze sul patrimonio culturale ed ambientale italiano. Mitigazione e previsione di alcune tipologie di eventi, ha avuto come obiettivo lo sviluppo e la validazione di nuove tecnologie e metodologie per la tutela dei beni culturali da danni provocati a seguito del verificarsi di eventi catastrofici, prendendo in esame sia fenomeni di origine esclusivamente naturale (es. sisma) sia fenomeni causati con il concorso dell’intervento umano (es. alluvione).

Il programma si è sviluppato secondo due linee (o filoni) principali di attività:

 

·      Linea di attività A: Attività con prevalente attenzione agli aspetti di tipo sismico-geologico per la salvaguardia dei beni culturali.

·      Linea di attività B: Attività con prevalente attenzione agli aspetti di tipo idrologico-atmosferico modellistico per la salvaguardia dei beni culturali.

 

La linea di attività A si articola, a sua volta, nei tre progetti:

 

1)     Linee guida per la salvaguardia dei beni culturali dai rischi naturali. Partecipanti: Consorzio Civita (CC), Istituto Centrale per il Restauro (ICR), Enel.Hydro (ISMES), ENEA.

2)      Analisi e valutazione del rischio naturale sismico a cui è esposto il patrimonio culturale nazionale. Partecipanti: Istituto Nazionale di Geofisica (INGV), Università Roma Tre (URM3), ENEA.

3)     Protezione sismica di oggetti d’arte esibiti in musei ed edifici monumentali: criteri e prescrizioni. Partecipanti: Università La Sapienza (UROM).

 

che abbracciano attività tra loro complementari, e hanno richiesto con frequenza sinergismi tra i ricercatori di tutti i soggetti proponenti.

 

La linea di attività B ha invece riguardato il progetto:

 

4)    Sistema di supporto decisionale per la previsione degli eventi catastrofici e la prevenzione e mitigazione degli effetti sui beni ambientali e culturali (SUPREME). Partecipanti: Università di Trento (UTLII), Università di Bologna (Uni.BO), ET&P, CS Communication & Systems Italia (CS Italia), ENEA.

 

L’ENEA, oltre a coordinare le attività di tutti i progetti, ha, nell’ambito della linea di attività A, collaborato con l’INGV e l’Università Roma 3 per definire lo stato dell’arte nel campo delle metodologie di analisi della risposta sismica locale e della loro applicazione per la valutazione dell’input sismico nei siti di interesse. I risultati ottenuti sono stati particolarmente apprezzati dagli esperti del MIUR, specialmente perché si è saputo riunire in un unico progetto armonico e coerente, sia gli esperti di scienze della terra che operano nel settore delle calamità naturali, sia gli esperti di conservazione e restauro dei beni culturali  con l'obiettivo di: mettere a punto le  “Linee Guida per la salvaguardia dei beni culturali dalle catastrofi naturali” capaci di fornire un reale supporto a chi opera nel settore dei beni culturali, rendendoli autonomi nell’individuazione degli strumenti più indicati per la salvaguardia dei beni culturali a loro affidati.

 

In tale ambito l’ENEA si è coordinata con l’ICR e CC per  la scelta dei siti di test della metodologia (mediante valutazione pericolosità ambientale integrata (multihazard)  e l'identificazione delle aree in cui sorgono i centri storici e monumenti di interesse). Inoltre l’ENEA con l’ICR e con il Consorzio Civita hanno istituito un gruppo di lavoro al fine di:

-     definire gli elementi necessari per la valutazione dell'esposizione e della vulnerabilità strutturale del patrimonio storico-architettonico edificio/complesso monumentale attraverso quali ad esempio i caratteri costruttivi, lo stato di conservazione e la destinazione d'uso;

-     analizzare le  metodologie disponibili per  la valutazione del rischio naturale integrato per esaminare la potenzialità anche in termini di estensione oltre che al danneggiamento anche alla valutazione della  perdita economica (e di eredità culturale).

 

Di particolare importanza è stata la collaborazione avuta con gli storici dell’arte dell’ICR che ha consentito di sviluppare una metodologia a scala locale per il censimento tipologico dei beni culturali, di introdurre l’uso di un indice di priorità in sostituzione del concetto di valore e di definire un indice di vulnerabilità per i beni culturali sia archeologici che architettonici.

Questo costituisce un importante risultato perchè in precedenza non era consentito agli esperti di analisi di rischio, l’uso di un parametro valore del bene culturale e quindi non era possibile definire una scala di priorità per gli interventi di mitigazione del rischio.

 

Le “Linee Guida” sono state suddivise in 5 fascicoli:

Fascicolo  I,     Linee-guida per la ricerca di informazioni storico-ambientali

Fascicolo  II,   Procedure per la valutazione della pericolosità e del rischio da frana

Fascicolo  III,  Protezione dei beni culturali dal rischio sismico

Fascicolo  IV,  Linee Guida per la sicurezza sismica e il controllo dei versanti instabili – Sistemi di sorveglianza automatici e manuali

Fascicolo  V,    Procedure per la valutazione del danno e della pericolosità idraulica.

 

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