Sommario (risultati preliminari alla data
7/5/2008) - draft rev.2
I problemi:
FTU ha avuto seri problemi nelle ripartenze
delle operazioni di plasma dopo la C1 2007 (teminata il 12/06/2007 a causa
dell'incidente del sistema introduzione campioni) a partire dalla C2 2007
(iniziata il 23/10/2007). In particolare dalla C2 2007 in poi non si e'
riusciti ad ottenere plasmi stabili. Sono stati effettuati 4 tentativi nel 2007
(iniziati rispettivamente il 23/10, 30/10, 20/11 e 18/12) e 2 tentativi nel 2008 (iniziati rispettivamente il 5/2,
12/3).
Le carattersistiche tipiche delle difficolta'
nelle ripartenze sono: necesita' di utilizzare bassi preriempimenti,
ottenimento solo di disruzioni in rampa di corrente, frequenti soli breakdown,
rilascio all'interno della camera da vuoto di massa 44 (osservata con lo
spettrometro di massa). Problemi analoghi nelle operazioni di plasma si sono
osservati anche nella campagna C2 2006 (iniziata il 12/09/2006) e C1 2003 (iniziata il 5/3/2003).
L'ultimo plasma che si puo' considerare
sicuramente "buono" e che puo' essere preso come riferimento rispetto
ai periodi successivi risale alla C1 2006 (iniziata il 27/03/2006 e terminata
il 30/06/2006).
Da notare, comunque, che oltre ai problemi
intrinseci di plasma, FTU ha recentemente avuto anche seri problemi che
riguardano le alimentazioni elettriche con svariate sospensioni (guasto MFG3
24/10/2007, avviatore MFG3 20/11/2007, mancanza fusibili 08/02/2008) culminate
poi nel guasto definitivo al rotore di MFG3 (18/03/2008). Questo puo' aver
contribuito, almeno in parte, alle difficolta' nell'ottenere plasmi stabili per
l'interruzione forzata in alcuni casi dopo pochi giorni di tentativi di
ripartenza.
Le azioni diagnostiche finora
eseguite con la macchina sotto vuoto:
1) prove di accensione dei nastri
riscaldatori interni: sono stati
accesi in sequenza tutti i gruppi di alimentazione dei nastri riscaldatori
interni preimpostando le temperature a 130 C e monitorando le masse con lo
spettrometro di massa. Si sono riscontrate varie anomalie (FIG).
In particolare:
a) i nastri riscaldatori interni alimentati
dai gruppi 6 e 16 hanno attualmente un funzionamento anomalo e nonostante
vengano impostati durante il baking a 130 C, raggiungono rispettivamente 280 C
e 250 C (FIG.1).
In particolare, dalle prove di accensione dedicate si e' osservato che
l'accensione del gruppo 6 (22/4/2008 ore 10:00) che riscalda i port 1, 7, 9 e
11 (FIG.2)
interni inferiori provoca un enorme desorbimento di CO2 ma anche di C, H2, H2O, e altro (FIG.3).
Da notare che una volta raggiunta la temperatura di regime (250 C) il
desorbimento si mantiene quasi costante mostrando solo una lieve diminuzione
nel tempo. Il malfunzionamento del gruppo 6 si e' verificato nei 2 baking da
novembre 2007 (12-15/11/2007, circa 26 ore a 260 C, 28-30/01/2008, circa 68 ore
a 270-280 C) ed in un'altra occasione il 18-20/02/2008 (circa 36 ore a 245-265
C). Ci sono stati altri 2 malfunzionamenti di questo gruppo nel recente passato
(25-27/02/2003, circa 52 ore a 250-280 C (FIG.4)
e 3-4/7/2006, circa 22 ore a 220-235 C (FIG.5)).
Come possibile correlazione con questi aumenti di temperatura da notare che si
e' osservata (ad un controllo effettuato l'11/04/2008 e ripetuto il 24/04/2008)
una perdita di isolamento dopo il 19/09/2006 di molti cavi in rame smaltati in
Kapton delle bobine di Mirnov con cavi che scendono lungo i port 7 e 9
inferiori: in particolare, assenza di isolamento per le bobine 26 (cavi lungo
il port 7 inferiore, lato destro), 33, 37, 39, 40, 41 (cavi lungo il port 9
inferiore, lato destro), basso isolamento per le bobine 23 (cavi lungo il port
7 inferiore, lato destro) e 36 (cavi lungo il port 9 inferiore, lato destro).
Il malfunzionamento del gruppo 16 che riscalda i tubicini equatoriali dei port
3, 5, 9, 11 fino a 280 C e' iniziato il 26/06/2003 e dura tuttora, anche non in
correlazione con il baking ma con ogni semplice accensione di tali nastri. Va
anche segnalato il fatto che nelle ripartenze con plasma successivi ai
malfunzionamenti dei nastri interni del 2003 e 2006 si e' verificato un
andamento delle scariche assolutamente simile a quello avutosi da novembre 2007
ad oggi, ovvero con problemi a formare il plasma (soli breakdown e disruzioni) ed e' stato in entrambi i casi necessario sospendere la
sperimentazione, riscaldare la macchina, fare un baking (questa seconda volta con
temperature che non superano i 130 C) e poi ripartire senza problemi.
b) i sensori di alcuni nastri riscaldatori
interni indicano il non raggiungimento della temperatura impostata di 130 C
durante i baking 2006, 2007 e 2008. Alcuni port quindi non raggiungono le
temperature preimpostate di 130 C ma rimangono ben sotto (a temperature
comprese fra 0 C e 50 C (FIG.6).
In particolare non hanno raggiunto le temperature impostate i sensori dei
seguenti gruppi: nel 2007 e 2008 il gruppo 2 (FIG.7)
che accende i port equatoriali interni 1, 3, 5 e 11; nel 2006, 2007 e 2008 il
gruppo 3 (FIG.8)
che accende i port superiori interni 3, 5; nel 2006, 2007 e 2008 il gruppo 13
che accende i port equatoriali esterni 1, 3, 5 e 11; nel 2006, 2007 e 2008 il
gruppo 21 che accende i tubi superiori esterni nei port 2, 4, 6, 8, 12; nel
2007 il gruppo 7 che accende i tubicini dei port equatoriali 3, 5, 9, 11; nel
2008 il gruppo 17 che accende i tubicini equatoriali dei port 1, 3, 5, 11.
Da notare infine che anche alcuni nastri
esterni (le cui temperature non vengono acquisite) hanno malfunzionato e le
temperature di alcune flange sono arrivate a 80 C (port 7 superiore): tuttavia dopo febbraio 2008 i termostati
non funzionanti sono stati riparati.
2) estrazione del limiter poloidale: il limiter e' stato estratto il giorno 11/4/2008. I
due funghetti piu' bassi sono stati rimossi per successive analisi. In mancanza
di funghetti di ricambio si sono decise analisi non distruttive per verificarne
la composizione superficiale. In particolare i funghetti verranno analizzati
con il LIBS. Si e' raccolta della polvere bianca dal funghetto inferiore che
verra' analizzata chimicamente (gascromatografia). Sul funghetto superiore si
e' osservata in fotografia una colorazione blu.
3) glow discharge: una prima prova di glow discharge utilizzando due
elettrodi inseriti nei port 12 verticale basso e 4 vertiale alto e' stata
eseguita prima in deuterio e poi in elio (14/04/2008). Dagli spettri di
quadrupolo si sono osservati idrocarburi (FIG.9)
in quantita' maggiore durante la glow in deuterio (questo forse perche' in
deuterio oltre allo sputtering fisico c'e' anche l'effetto chimico). Una
seconda glow discharge (28/04/2008) e' stata effettuata in deuterio con lo
scopo di veificare la capacita' di pulizia di questa tecnica. Dalle misure di
quadrupolo (FIG.10)
si osserva un aumento di masse corrispondenti a composti di metano (deuterio
con carbonio): questo conferma l'efficacia della glow nella rimozione di
carbonio dalle pareti. Aggiungere risultati conto
carbonio emesso (Maria Laura).
Le possibili (con)cause dei
problemi:
1) baking non completamente efficace a
causa delle alte temperature (250-280 C almeno) raggiunte da alcuni port e
delle basse temperature alle quali altri port sono rimasti; le alte temperature
possono aver provocato in varie occasioni contaminazioni da CO2, C, ecc.
2) inquinamento gas deuterio immesso nella
macchina
Una bombola di gas deuterio possibilmente
inquinata e' stata utilizzata dal 23/10/2007 al 07/02/2008: questa bombola non
passava attraverso il filtro al palladio normalmente usato. Dai dati della
spettroscopia visibile (OMA) si e' osservato che a preriempimenti crescenti e'
aumentato l'ingresso di azoto nella giornata del 06/02/2008. Non e' stato
possibile effettuare un'analisi del gas contenuto all'interno della bombola,
trovata vuota dopo il distacco dal sistema immissione gas.
3) accumulo e successivo rilascio di massa
44 (con buona probabilita' CO2)
L'accumulo puo 'essere provocato da: a) degasamento per forte riscaldamento di componenti
all'interno della macchina (ad esempio Kapton dei fili delle bobine di Mirnov);
b) ingresso di aria dovuto a perdite di vuoto quali, ad esempio, la rottura
della finestra del port 7 verticale basso durante il baking (il 2/10/2007), il
peggioramento della tenuta della finestra di Be della tomografia soft-X
orizzontale (varie operazioni eseguite sul vuoto del sistema dal 14/01/2008; il
problema era peraltro gia' noto dal 1997), la perdita individuata (il
15/01/2008) sulla flangia del port 1 basso (limiter di Li), le perdite sulla
bolometria (port 5 orizzontale) e flangia del Li
port 1 alto (sistemate il 08/02/2008).
Il rilascio si puo' spiegare tenendo conto che la temperatura di
passaggio dallo stato solido a gassoso del CO2 alla pressione di circa 1E-7
mbar e' intorno a -190 C (FIG.11).
Queste temperature sono state sicuramente raggiunte in vari punti all'interno
della camera da vuoto durante le fasi di raffreddamento come testimoniato dai
rilevamenti di alcuni sensori dei nastri riscaldatori (FIG.12).
Cio' puo' spiegare i rilasci di CO2 in corrispondenza anche di piccole
variazioni di temperatura della camera (in genere leggeri riscalamenti alla
fine di una giornata sperimentale (FIG.13))
o in corrispondenza di scariche di plasma (grande variazione in corrispondenza
di una disruzione a 1.1 MA (FIG.14). Si osserva che
all'inizio di una giornata sperimentale il livello di CO2 e' basso: ad ogni
sparo si ha un rilascio di CO2 e nel corso della giornata la baseline di CO2
leggermente aumenta. In questa fase una parte di CO2 liberato si condensa la'
dove le basse temperature lo consentono. Alla fine della giornata, quando le
temperature della camera e dei port vengono fatte risalire, il CO2 condensato
si libera come visibile dall'aumento del segnale corrispondente sul quadrupolo.
Inoltre, il rilascio di CO2 e' possibile anche dal carbonato di Li: la presenza
di Li nella camera (dovuto all'inserimento di un limiter di Li dal port 1
verticale inferiore durante le operazioni di plasma dal 2005 ad oggi) puo'
portare alla formazione di carbonato di Li (anche a temperatura ambiente e
pressione atmosferica; l'umidita' ne e' poi catalizzatore). Va pero' notato che
il carbonato di Li si puo' decomporre e rilasciare CO2 solo a temperature molto
alte (circa 1000 C).
4) presenza di altre impurezze: dalle misure della riga dell'ossigeno della
spettroscopia McPherson durante gli spari di plasma (a 0.1 s) si osserva una brillanza della riga (a 173 Ang., OVI) dell ossigeno (FIG.15)
piu' elevata nel periodo C2 2006 e 2007 rispetto ai plasmi "buoni"
della C1 2006. Il McPherson e' stato sfortunatamente non disponibile durante la
campagna 2008.
5) peggiormento della tenuta del
vuoto della macchina del tempo: come visibile dalle misure di decremento c'e' stato un
peggioramento dal 2003 (FIG.16)
forse in concomitanza del montaggio di qualche diagnostica. Dopo gli ultimi
controlli sul vuoto e riparazioni di perdite il decremento e' comunque
migliorato nel 2008.
Le raccomandazioni:
azioni immediate:
1) riparazione urgente di tutti i nastri
riscaldatori guasti; il malfunzionamento di alcuni nastri impedisce allo stato
attuale di effettuare un baking corretto con la camera a circa 100 C ed i port
a temperature leggermente superiori (circa 130 C).
2) apertura della macchina con: a) ispezione
visiva di tutto l'interno ed in particolare dei port interessati dagli aumenti
anomali di temperatura durante l'accensione dei nastri riscaldatori interni
malfunzionanti, ovvero: port verticali inferiori 1, 7, 9, 11 (da ispezionare
mediante endoscopio); tubicini equatoriali 3, 5, 9, 11 (da ispezionare mediante
apertura diretta); b) verifica dell'eventuale presenza di materiali all'interno
della camera (per esempio risucchiati in qualche port) che possano provocare
contaminazioni durante l'innalzamento della temperatura fino a 280 C.
3) raccolta di campioni di materiali
superficiali mediante tampone dall'interno della macchina per analisi della
loro composizione chimica.
4) esecuzione di un baking a
temperature corrette come step iniziale per una pulizia completa della macchina
poi seguito da una prolungata glow discharge (durata.......) ad alta
temperatura (..... C).
azioni a breve termine:
1) inserimento di allarmi se le
temperature dei nastri interni vanno fuori dal range prestabilito (ad esempio
±5 C).
2) messa in funzione di un sistema
di acquisizione automatica e inserimento in archivio compatibile con le misure
di macchina gia' acquisite (temperature, pressioni) del decremento e
dell'andamento delle masse del quadrupolo nel tempo; il quadrupolo deve
diventare un sottosistema di macchina permanentemente attiva (anche fuori dalle
campagne sperimentali).
3) acquisizione e inserimento in
archivio delle temperature dei nastri esterni (e inserimento di allarmi come al
punto 1).
4) riparazione definitiva con tenuta perfetta
della finestra di Be della tomografia soft-X orizzontale.
5) collegamento diretto dell'anello immissione
gas al quadrupolo, in modo da poter facilmente monitorare il gas da immettere
nella macchina.
6) rinnovo di tutte le guarnizioni
di viton presenti nella macchina (incluse quelle dei sistemi di riscaldamento
addizionale) e rimozione dell'unica guarnizione in neoprene (port 7 basso).
7) istituzione di un archivio in
formato eletronico i tutti gli interventi relativi al vuoto macchina (montaggio
diagnostiche, sostituzione guarnizioni, sistemi di pompaggio, immissione gas,
ecc.).